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Intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti

Care amiche studentesse ed amici studenti,

 

Per festeggiare insieme l’imminente ricorrenza natalizia, la redazione de “l’Acuto” ha deciso di regalarvi in esclusiva la versione integrale dell’intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti, della quale avete avuto modo di leggere uno scorcio sul numero cartaceo distribuito nelle classi venerdì 21 dicembre.

 

La resa grafica, simpatica ed al contempo impeccabile, è stata affidata al nostro collaboratore di fiducia Alessandro Rossi.

 

Buona lettura quindi e buone feste!

 

INTERVISTA A SIMONE CAVAZZUTI

 
 

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Il mio Regalo…

Il mio regalo per voi, carissime e carissimi, è, spiacente, questo misero articolo. Ad ogni modo, prima di adentrarmi nell’argomento vi invito ad aprire bene le orecchie (anche se forse sarebbe meglio dire “spalancare le palpebre”), poiché i dati e le informazione che vi fornirò nel corso di questo post sono letteralmente introvabili altrove (non li troverete nemmeno all’interno dell’inesauribile Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Agli gli amanti della musica (dall’hip-hop alla dance, passando per il pop) questo articolo potrebbe anche risultare interessante, poiché tocca veramente vari generi, ma forse è meglio che proceda con ordine.

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Disegnare Topolino – Intervista a Primaggio Mantovi

Primaggio Mantovi nasce a Genova il 18 gennaio del 1945 e, all’età di nove anni, si trasferisce assieme alla famiglia a San Paolo (Brasile), dove tuttora risiede e lavora. Negli anni ’70, Primaggio inizia a disegnare fumetti Disney per la casa editrice brasiliana Abril; quasi contemporaneamente, egli crea il personaggio Sacarrolha, un simpatico clown.

Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo dei fumetti?

Credo che sia stata l’ influenza di mio fratello (oppure un difetto di nascita), lettore apassionato di Topolino, Tex, Pecos Bill, Il Monello, Albi D’oro, e altri giornalini italiani degli anni 1950.

Come hai “incontrato” il mondo Disney?

Sicuramente, per mezzo di Topolino, Paperino e i cartoni animati, come Pinocchio, Dumbo, Bambi e, principalmente, Peter Pan, l’ ultimo che ho visto in Itália (nel giorno di Natale), prima di venire in Brasile (1954).

Che tipo di storie preferisci disegnare?

Oggi il mio stile preferito è l’umoristico, però all’inizio facevo fumetti di cowboy (sceneggiatura, disegni e inchiostrazione). Nel 1968 sono passato al campo umoristico appunto, per mezzo di Beetle Bailey (in Brasile, Recruta Zero), Topo Gigio, Sacarrolha (che significa Cavatappi – la mia prima creazione) e Disney (Topolino e Paperino), realizzando quasi sempre tutti i passaggi.

Qual è il personaggio che ti ha preso di più?

Realistico: il cowboy Rocky Lane (sconosciuto in Italia).
Umoristico: Beetle Bailey, Topolino e, ovviamente, Sacarrolha!

Negli anni 2000 è avvenuto un cambiamento di rotta, sbaglio?

No, Simone, non sbagli. Nel 2000 ho deciso di cambiare strada e cominciai a scrivere un libro sul genere Western, intitolato “100 Anni di Western” e pubblicato nel 2003. Nello stesso anno, ho scritto e lanciato “Curiosità del Western”. Nel 2004, ho iniziato “Walt Disney, L`Arte di Realizzare un Sogno”, interrotto nel 2007 per scrivere e lanciare “Il Centenario di John Wayne”. In seguito ho ripreso “Disney”, finalizzato nel 2010, con uscita prevista in aprile/maggio di quest’anno. Simultaneamente, ho lavorato con i fumetti, come traduttore (italiano-portoghese), sceneggiatore, maestro di disegno e sceneggiatura, interprete (di Ivo Milazzo e Eleuteri Serpieri), etc…

Cosa ne pensi delle storie italiane che hai disegnato nel ’98 e ’99 su testi di Nino Russo “Paperino e il gusto del lavoro” e “Paperino Cupido”?

In veritá, queste storie sono state disegnate da Luiz Podavin, un artista che lavorava nel mio “estúdio”, Primaggio Grupo de Arte. Nino Russo è uno fra i miei sceneggiatori preferiti.

Come trovi il team di autori Disney brasiliani?

“In gamba”, ma non tutti. Il mio preferito si chiama Paulo Borges.

Hai qualcosa da dire a proposito della parentesi “Zorro”?

Amante e esperto della serie Disney, è stata un’esperienza fantastica realizzare sceneggiature di Zorro! Penso di averne prodotte una trentina!

Preferisci Paperino o Topolino? Perché?

Topolino! Perché preferisco scrivere storie con molte pagine e, secondo me, Topolino è più adatto… Poi c’è Pippo, un personaggio fantastico che arricchisce qualsiasi sceneggiatura!

Sei autodidatta? Hai frequentato scuole di disegno? A quali grandi disegnatori del passato ti ispiri?

Ho frequentato un anno di scuola pubblicitaria, ma, nei fumetti, sono autodidatta. I disegnatori che mi ispirano? Sono tanti! Fra i realistici: John Culley Murphy, Alex Toth, Josè Luis Salinas. Umoristici: Carl Barks, Paul Murry (Fratel Coniglietto), Floyd Gottfredson (Topolino), Dik Browne, Mort Walker, Bill Watterson. E gli italiani: Giorgio Cavazzano, Gian Battista Carpi, Eleuteri Serpieri, Ivo Milazzo, Milo Manara, (Albert) Uderzo… e altri 500!

Se vuoi aggiungere qualcosa riguardante la tua biografia o la tua carriera, hai carta bianca.

Carissimo Simone, durante la mia carriera, iniziata nel 1964, ho avuto l’opportunità di lavorare con due grandi passioni: Fumetti e Cinema! Vita migliore? Impossibile!

Ti ringrazio per la collaborazione!

Non ringraziarmi, è stato piacevole!

Simone Cavazzuti

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“Warrior” di Gavin O’Connor

Un’ interessante novità cinematografica degli ultimi due mesi è, senza alcun dubbio, l’americano “Warrior”, di G. O’Connor. Con qualche cenno all’impareggiabile “Rocky”, questa pellicola narra di due uomini, si scoprirà in seguito essere fratelli, che decidono di partecipare ad un torneo di arti marziali libere per salvare uno la propria famiglia (che è sull’orlo del fallimento), l’altro la propria vita.

 

Accomunati da un padre “crudele” e con una dipendenza dall’alcol, i due si allenano strenuamente per prendere parte a “Sparta”, che è appunto il nome della competizione.

 

Interpretato dagli ottimi Tom Hardy e Joel Edgerton e dal pluripremiato Nick Nolte e diretto dall’affermato Gavin O’Connor (regista di “Miracle” e “Pride and Glory”), questi centotrentanove minuti di pura azione  meritano di essere visti almeno una volta nella vita.

 

 

Simone Cavazzuti

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