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The importance of being an idol

Quando intervisti una persona e questa esordisce dicendo: “Il mio è un lavoro di secondo piano, nessuno fa caso più di tanto a quello che faccio” capisci che l’intervista andrà bene. Capisci di aver a che fare con una persona umile, coi piedi per terra, disposta al confronto. E capisci che nonostante sia la tua preside, e ti tremino le mani e la voce dall’agitazione, dalla paura di fare una domanda sbagliata, forse essere lì ne valga la pena. Parlare con la Professoressa Arvedi vuol dire anche questo.

Le rispondo con una verità che appare mascherata da menzogna ben educata, quando le dico che in realtà nella mia esperienza scolastica degli ultimi quattro anni la figura della preside sia stata per me, come per molti altri studenti del Gioia, un simbolo carismatico e non solo: mi sono sempre vantato di frequentare un istituto che, con i suoi tanti difetti, è sotto la guida di una persona competente, che guarda sempre avanti nelle sue scelte, ed opera per il bene dei suoi studenti.
Ora la smetto con questo sproloquio stilnovistico da lecchino (si può dire, non è una parolaccia?) e vi racconto cosa ci ha detto.

 

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¡Hasta la banalitad, siempre!

È Natale, e a Natale siamo tutti più buoni, perciò voglio farvi un regalo.

Quando ho scoperto di dover scrivere un articolo per questoil numero ho subito pensato che scrivere del Natale senza essere banali sia un’ impresa assai ardua: si finisce inevitabilmente col parlare di come tutti ci sentiamo più buoni, dei pensieri che vanno a quelli meno fortunati, delle città che si illuminano, delle idee regalo che più ci stuzzicano. Per evitare ciò allora si decide di fare gli alternativi, e si scrive di come il Natale abbia perso il suo vero valore, di come sia diventato un fenomeno puramente commerciale, delle tante persone che vogliono fuggire da esso. Tutte cose già sentite una miriade di volte.

Quando ho scoperto di dover fare una playlist poi la mia disperazione ha raggiunto livelli siderali (facciamo un liceo, devo far vedere che conosco dei bei paroloni), perchè se scrivere del Natale senza cadere nel banale è complesso, fare una playlist lo è ancora di più; alla fine, ovunque la si rigiri, ci sono sempre gli stessi pezzi, a seconda del genere preso in considerazione.

Immaginate dunque di dover fare una playlist per Natale, sommando tutte le banalità dei due casi, senza cadere nel banale (mi rendo benissimo conto di star ripetendo infiite volte la parola “banale“, ma credo renda molto bene l‘idea). Questa è la mia situazione.

Detto ciò, essendo Natale, ed essendo tutti più buoni, ecco il mio regalo: dieci canzoni per le vostre feste, epurate da tutte quelle che possono essere banalità. Niente “Last Christmas”. Addio “Jingle Bell Rock”. E tanti saluti ad Enya.

Tutto questo, sperando di farvi scoprire qualcosa di nuovo, che magari non vi sareste mai immaginati di poter ascoltare, ma che vi piacerà un sacco.

Winter’s Call – Kula Shaker

Partiamo subito con una bella canzone sconosciuta. Se dovessi scegliere una colonna per l’inverno sarebbe sicuramente questa:  suoni lievi e arpeggiati si sussegguono con roboanti colpi di cassa. Il cantato sussurrato di Crispian Mills la rende molto intima; vagamente psichedelica, come una tempesta di neve. Bella.

Hurt – Johnny Cash

Dal profano al sacro. Provate, la sera della Vigilia, a sedervi davanti al camino, al buio, e ad ascoltare la voce suadente di un Johnny Cash ormai piuttosto avanti con gli anni. E pensate: a quello che avete fatto di recente, quello che volete fare in futuro, a qualcuno che non c’è più, a qualcuno che vorreste ci fosse, a quello che volete. Nasceranno i pensieri più spaventosamente profondi della vostra vita.

The Man Who Sold The World – Nirvana

Il motivo per cui ho scelto questa canzone mi pare ovvio, volevo rappresentare il lato commerciale (negativo) del Natale. Una festa che dovrebbe esprimere fratellanza e unione che è stata brutalmente trasformata in una compravendita di regali senza alcuno scrupolo.

Ho scelto la versione cantata da Kurt Cobain, proprio colui al Mondo che non avrebbe mai venduto nulla.

This Is Too Shall Pass – Ok Go

Questo pezzo non ha niente a che fare con il Natale. Penso di averlo inserito per due motivi molto sempici: in primo luogo, lo sentito per la prima volta durante le festività di due anni fa, e quindi probabilmente lo associo a questo periodo; in secondo luogo, se si ascolta bene si sente sotto tutta la canzone il suono di campanelline, che collego indirettamente a tutti i vari gingilli natalizi. Lo so che le motivazioni sono molto scarse, ma vi consiglio vivamente di scaricarvelo.

Perfect Day – Lou Reed

Non è quello che tutti sognamo, un giorno perfetto? E allora, perchè non farcelo regalare per Natale!

Solitary Man – Neil Diamond

Mi è venuta voglia di farvi venire un po’ di tristezza. Come si fa a non pensare a quelli che passano le feste da soli? Agli anziani, i malati, i mendicanti? Vi sentite in colpa ora vero? Lo so, sono cattivissimo…

The Boxer – Simon and Garfunkel

La canzone mi ricorda molto i busker che suonano sul corso, e in questo periodo sono veramente tanti: semplice, cracchiante, ma allo stesso tempo delicata. Poi mi piaceva il messaggio che ci passa, di andare avanti, di non mollare. Si, abbiamo bisogno di questa canzone, ora più che mai.

I Got You Babe – Sonny & Cher

A parte che anche questa ha delle sonorità molto natalizie, mi sembrava d’obbligo mettere una canzone per gli innamorati; una dichiarazione di amore incondizionato, quello che il Natale dovrebbe esprimere, al di là di tutto il resto.

Suzanne – Leonard Cohen

Mi stavo scordando del protagonista di tutto, l’uomo per cui si fa tutto questo casino: Gesù! E in questa canzone Cohen parla tanto, anche di Gesù, ma sopratutto con Gesù. Ok, non prendetemi come un fanatico religioso dopo questa frase, chi mi conosce sa benissimo che sono ateo/umanista/gnostico/scettico, però trovo affascinante avere qualcuno con cui confidarsi, senza avere paura di essere giudicato. Tutto qui.

You Can’t Always Get What You Want – The Rolling Stones

Ultima canzone, che sa un po’ di avvertimento: questo Natale divertitevi, fate e ricevete tanti regali, ma mi raccomando, non siate troppo egoisti. Non potete sempre avere tutto, accontentatevi delle piccole cose che queste feste vi doneranno. Buon Natale a tutti, ci si vede l’anno prossimo, e fate i buoni.

Riccardo Bassi


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