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Il Diario della Maturità #3 – Cosa fare?

Ora che l’esame si avvicina sempre di più, vogliamo distrarci parlando di quel che verrà dopo. Che cosa c’è nel nostro futuro? Avendo scelto un Liceo, è scontato che dovremo affrontare almeno ancora tre anni di studio. Ecco allora che incombe su di noi la scelta dell’università, una decisione che influenzerà molto la nostra vita.

È un argomento scottante per qualsiasi maturando; a parte qualche raro illuminato che sa da quando era piccolo che cosa avrebbe fatto da grande, tutti gli altri sono davanti a un enorme buco nero. Cosa fare: lanciarsi dentro a capofitto o rimanere sull’orlo a guardare?

Chi non sa proprio dove sbattere la testa può iniziare a navigare sui siti delle università, anche se molti sono davvero disorganizzati. Per capire dove cercare le informazioni si perde un po’ di tempo, ma è il posto giusto per trovare tutto sulle facoltà e i loro piani di studio.

Invece, se si vuole entrare direttamente in contatto con il mondo universitario, esistono gli open day: sono giornate in cui le università aprono le porte agli studenti liceali. Ci sono le presentazioni dei corsi e si ha la possibilità di parlare con insegnanti e studenti, che sono disponibili a chiarire ogni dubbio.

Abbiamo visto che queste giornate aiutano davvero a capire com’è l’ambiente dell’università e della città. È ovvio che la presentazione sia sempre positiva: l’università cerca di dare un’immagine rassicurante, valida e seria di sé.

La scelta però va fatta guardando alla qualità dell’università, ma anche alle proprie inclinazioni.

Non è facile capire a diciotto anni cosa vogliamo fare “da grandi”, aggiungiamo poi che la crisi ci sta impedendo anche solo di sperare in un futuro simile a quello che hanno avuto i nostri genitori. La preparazione e l’impegno non garantiscono più un lavoro adeguato. La confusione è tanta, e così anche la responsabilità della scelta.

È vero che il presente non è dei migliori, ma possiamo costruire il nostro futuro per riuscire a realizzarci.

Perciò niente paura, la decisione arriverà da sé!

Comunque, dato che siamo ragazze serie, pensiamo che le vere decisioni difficili siano altre…

Elena Zanella & Alessandra Peroncini

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Due giorni di cogestione: il mondo sta cambiando

Il mondo sta cambiando. Questa breve frase che racchiude un’infinità di trasformazioni e punti di vista è stata scelta per intitolare le due giornate di Cogestione svolte nelle mattinate del 7 e 8 marzo presso le aule del Liceo Gioia. Il mondo sta cambiando, e lo sta facendo in piccola parte anche questa scuola.

Le otto assemblee che si sono svolte nell’istituto hanno riscosso un grande e a tratti inaspettato successo, la partecipazione scolastica è stata ampia, e non si parla certamente di una massa di studenti apatici e disattenti, felici di perdere ore di lezioni standardizzate, bensì di un insieme di giovani proiettati verso un dibattito esauriente, intelligente e senza peli sulla lingua. Importante è sottolineare che tutta l’organizzazione è stata degli studenti, i quali hanno chiamato anche esperti esterni. Tutto questo per portare un’ondata di cambiamento nella routine scolastica, vivendo in un modo diverso l’ambiente in cui ci ritroviamo ogni giorno, approfondendo tematiche note, magari non così conosciute e approfondite autonomamente dallo studente medio.

Uno degli incontri con la più alta affluenza è stato “welfare –giovani e futuro”, in cui un giovane universitario ha spiegato chiaramente il significato di welfare nella vita di noi studenti per mezzo di un efficace mix di esperienze personali ed informazioni riguardanti politica italiana ed estera. In questo paese ciò che dovrebbe garantire i nostri diritti, la nostra qualità di vita e le nostre aspettative di studio o di lavoro, è efficace? A questa domanda si è aperto un dibattito acceso, riguardante la necessità di un’autonomia sociale dei giovani, la qualità dei servizi nel mondo universitario, i tagli allo studio, le prospettive lavorative, la precarietà e l’incubo del primo impiego sottopagato e a tempo determinato.

A puntare la lente d’ingrandimento sulle problematiche del nostro liceo è stata invece l’assemblea “studenti per il cambiamento: democrazia e partecipazione”. Due rappresentanti (uno d’istituto e uno di consulta) hanno espresso la necessità di una maggiore partecipazione scolastica, di un coinvolgimento attivo dei ragazzi nelle assemblee e nei comitati studenteschi, condividendo con i partecipanti critiche e proposte.

Il dibattito più coinvolgente, in cui anche la sottoscritta ha dato sfogo ai suoi pensieri, si è svolto nell’assemblea “la forza delle donne”, gestita da tre studentesse del liceo. La concezione della donna è stata sapientemente affrontata da ogni punto di vista, analizzando prima le vite di Franca Viola e di Franca Rame, ed espandendo poi il tema dello stupro, dell’umiliazione e diffamazione sessuale, delle sfavorite condizioni di lavoro. Non sono poi mancati gli incontri su tematiche sì conosciute dai giovani, ma spesso sottovalutate e considerate con sottile leggerezza: il sesso e le dipendenze.

In “sessualità: liberi di essere” due esperti hanno affrontato senza inibizioni il tema della prevenzione, della discriminazione omosessuale e delle abitudini sessuali tra i giovani. Nell’incontro “le dipendenze” invece, alcuni volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII hanno invece lanciato un’incisiva provocazione, addentrandosi nel disagio di una persona affetta da dipendenze ed effettuando con gli studenti un brainstorming che ha interessato non solo l’abuso di sostanze stupefacenti e alcooliche, ma disturbi del comportamento come anoressia, bulimia, dipendenza da shopping o da social network. Piena di riscontri a me ignoti, è stata infine l’assemblea “praticare l’antimafia a Piacenza”, capace di analizzare la composizione delle cosche mafiose e l’indiretta presenza di queste anche nel territorio piacentino e nel mondo universitario.

Il liceo Gioia, grazie ad alcuni dei suoi studenti, è riuscito a rispecchiare in soli due giorni interessi, preoccupazioni, aspettative e curiosità di noi giovani. Le classi piene di ragazzi volenterosi di esprimere le loro idee ad un esperto che si poneva al loro piano, hanno dimostrato quanto la partecipazione scolastica sia ancora viva, e quanto questa rappresenti un’arma che va oltre il bombardamento di informazioni a cui siamo soggetti ogni giorno. Il mondo sta cambiando.

Testo di Melania Degli Antoni | Foto di Sofia Baldi

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Informare : Giovani = Giovani : Web

Tema scottante, tema incandescente, il protagonismo delle new generations è (purtroppo) motivo di discussione: da un lato c’è lo sfruttamento dell’ ingenuità dilagante nelle nostre menti, dall’ altro c’ è il carisma (di pochi) necessario a sopravvivere ai mostri del futuro.

Nel contesto del 22° incontro delle testate giornalistiche studentesche di Piacenza e dintorni, incontriamo Gaetano Rizzuto, direttore di Libertà, invitandolo ad una riflessione veloce sulla condizione dell’ informazione giovanile, varcando la soglia del presente, scavando all’ interno del tetro abisso che ci si potrà porre davanti.

Salve Direttore, innanzitutto, quali sono secondo lei le problematiche nell’ informazione al giorno d’oggi, sia nel mondo giovanile che in quello adulto?

Viviamo un momento della storia dell’ uomo in cui troviamo una grande abbondanza di informazioni: il tutto è dovuto alle tecnologie, che ci offrono in tempo reale gli avvenimenti che accadono a Piacenza, in Italia, in Europa, nel Mondo.
Qui nasce un problema: non tutte le informazioni sono verificate; ci vuole (per il giornalista) una capacità particolare nel verificare le informazioni, una selezione accurata degli interessi dell’ opinione pubblica, neutrale e coerente.

Oggi grazie a internet pensiamo di conoscere il mondo, ma sbagliamo: tutte le notizie presenti sul web devono essere oggetto di una scelta professionale, di una verifica, di una coerenza nella presentazione al lettore.

Quindi il ruolo del web è principalmente un ruolo di degrado o di miglioramento dell’ informazione?

Il web sta svolgendo un ruolo fondamentale nella democrazia mondiale: tutta la primavera araba è frutto del ruolo importante svolto dal web e dalle nuove generazioni. Egitto, Siria, Libia sono esempi di come il web possa essere sfruttato nel modo giusto.
Non bisogna però prendere per oro colato tutto ciò che il web ci offre: occorre verificare, confrontare con altre fonti, raccogliere ma poi saper scegliere. Il controllo è fondamentale.

Quali sono le prospettive per l’ informazione nel mondo?

Una società come la nostra, in cui 600 milioni di persone possono confrontarsi tramite Facebook, è capace di sfruttare la tecnologia nel modo adatto.
Il web infatti aiuterà il mondo a risolvere molte emergenze e scontri: gli uomini di culture, religioni e provenienze diverse possono interagire, scoprire, allargare i propri orizzonti in una piazza sociale chiamata “internet”.

Il web avrà sempre più uno sviluppo importante in continenti come Africa e Asia, dove porterà cultura, informazione e democrazia.
Perchè i giovani del Cairo, i giovani di Tunisi si sono ribellati? Perchè hanno scoperto un altro mondo: un mondo dove si può pensare liberamente, dove si può parlare liberamente. Si sono ribellati ed hanno vinto.
Perchè gli indignati in tutto il mondo crescono di giorno in giorno, di settimana in settimana? Perchè c’è una comunicazione senza confine: giovani che chiedono ai “vecchi” una cosa semplicissima.

Poter contare.

Riccardo Covelli 

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