Archivi tag: gioia

Goodbye Gioia Coming Soon

Maturi all’opera. Stay Tuned.

Commenti disabilitati su Goodbye Gioia Coming Soon

di | 10 luglio 2013 · 10:26

Chi si nasconde dietro Spotted: Liceo Gioia?

Non capita spesso di intervistare una persona di cui non si sa l’identità, specie quando invece questa persona di cose ne sa anche troppe! Ebbene sì, sto proprio parlando di colei (o colui) che nelle ultime settimane ha spopolato su Facebook, creando una pagine online visitata da tutto il Liceo. Spotted: Liceo Gioia è ormai sulla bocca e sulla bacheca di tutti, con i suoi annunci, apprezzamenti ed umorismi inerenti alla vita scolastica. Potevamo noi dell’’Acuto rinunciare al tentativo di ottenere un colloquio in esclusiva?

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Chi si nasconde dietro Spotted: Liceo Gioia?

Archiviato in Interviste, Vita di scuola

Buona Pasqua!

Pochi sanno che, qualche decina di anni fa, una sezione del classico del nostro liceo decise di intitolare il giornale della scuola a John Hawkwood, paladino inglese vissuto nel XIV secolo, conosciuto appunto in Italia con il nome di “Giovanni Acuto”.

Oggi, a distanza di qualche decennio, l’Acuto rimane l’unico ed inimitabile giornale ufficiale del nostro istituto e vanta una redazione “da urlo”. È proprio a nome di questa fantastica redazione, ed a nome mio ovviamente, che faccio tanti auguri pasquali a tutti i nostri lettori (gioiosi e non).

In questo giorno speciale, tipico della tradizione cristiana, entrato ormai nel calendario universale delle festività (quasi alla stregua di Natale), vi invito a riflettere sulla nostra giovane età, sui nostri progetti futuri e sulle scelte che ogni giorno ci capita di fare.

Un forte abbraccio,
Simone Cavazzuti

20130331-194922.jpg

Commenti disabilitati su Buona Pasqua!

Archiviato in Attualità, Eventi, Historica, Riflessioni

Volunteering is the way

Ogni martedì, la stessa routine. A scuola una giornata come tante, sei intense ore di autori, artisti e astratte teorie filosofiche. Torno a casa, il pranzo mi aspetta; e poi via di nuovo, sfrecciando con la mia bicicletta azzurra verso la casetta gialla dove passerò il pomeriggio.

Arrivo, c’è E. che mi aspetta per una partita a scala 40, la superefficiente croupier ha già distribuito le carte. La partita ben presto si trasforma in un più impegnativo torneo: carte, carte ovunque, mi sembra di essere nel Paese delle Meraviglie insieme alla regina di cuori.Tra una manche e l’altra, si scambiano due chiacchiere. “Ciao Beatrice! Come stai? Vieni alla festa di Carnevale? Guarda che ci si diverte!”.

Certi martedì la scala 40 viene sostituita dal karaoke e dalle più svariate performance; chi si esibisce cantando classici intramontabili, chi tormentoni estivi completi di coreografia. Non importa il grado di stonatura al quale si arriva: l’importante è l’emozione che ci si mette. E poi, qui nessuno giudica nessuno!

Si sono fatte le 18.00, ancora poco e vado a casa, devo studiare per l’interrogazione di fisica. Ma qua si sta così bene… mezz’ora e vado, giuro.

Cominciano i preparativi per la cena, che impegnano tutti; tra apparecchiare, sistemare e cucinare ognuno ha qualcosa da fare. In fin dei conti in una “famiglia” tanto numerosa è essenziale una perfetta organizzazione!

E’ tempo di andare, anche questo martedì pomeriggio è giunto al termine. Saluto tutti, volano baci sulle guance e strette di mano. “Ci vediamo martedì prossimo!”

Quando ho cominciato a fare volontariato alla casa alloggio per disabili del mio paese, non pensavo che quest’esperienza mi assorbisse tanto. All’inizio era più per “avere la coscienza a posto”, lo ammetto: pensavo che facendo qualcosa di relativamente utile per qualcuno mi sarei sentita meglio con me stessa. Mai avrei pensato che aspettassi il martedì per poter staccare da tutto ed entrare in questa realtà parallela, tanto vicina e al contempo tanto lontana. Ogni settimana esploro un po’ di più questo nuovo mondo, immergendomici totalmente, e inaspettate scoperte non mancano mai: per questi ragazzi, uomini e donne anche solo uscire a bere un caffè è una festa, andare in farmacia da soli è una conquista. Per questo mi sento di ringraziare tutti i miei compagni di martedì pomeriggio: grazie a loro ho riscoperto il piacere che possono dare le piccole cose; una risata, due chiacchiere, una partita a carte.

Mi hanno dato tanto, ed ora tocca a me: deluderli è l’ultima delle mie intenzioni.Image

Commenti disabilitati su Volunteering is the way

Archiviato in Riflessioni

Folcloroscopo – Ben oltre l’astrologia!

NUTRIA, 21/3 – 20/4

Venere in posizione fisarmonica favorisce la vostra suburbità altalenante. E’ venuto il momento di comprare un bagnoschiuma ecologico e di fare un bagno.

Folclolista del mese: Adolf Hitler

MUCCONE CASTRATO, 21/4 – 20/5

Sconfiggerete la cattiva influenza di Marte grazie alla potenza dei vostri barbigli. Biondi. Affrontate i problemi di petto, sempre che la vostra bici non sia verde fosforescente.

Folclolista del mese: Hulk Hogan

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Folcloroscopo – Ben oltre l’astrologia!

Archiviato in Cartaceo, Oroscopo

Oggettività contro solidarietà: la versione di Maurizio Ferraris

Piacenza, 28 Settembre, Auditorium della Fondazione, ore 15.00

Introdurre una figura come Maurizio Ferraris non è facile, specie se si è una semplice giornalista scolastica non ancora diplomata. L’uomo che mi siede davanti è infatti un professore universitario di fama internazionale(ha insegnato nelle maggiori università europee ed è attualmente docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino), dirige il CTAO (Centro interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata) e il LABONT (Laboratorio di Ontologia) presso l’Ateneo Torinese, è direttore de “La Rivista di Estetica” e scrive per le pagine culturali de “ La Repubblica”.  E’ inoltre autore di più di quaranta libri, tradotti in diverse lingue, di cui i più recenti sono “Anima e iPad” e “Il Manifesto del nuovo realismo”. Lasciamo dunque la parola a lui.

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Oggettività contro solidarietà: la versione di Maurizio Ferraris

Archiviato in Festival del Diritto, Interviste

Lui, intanto, va avanti

Ricordo bene quando arrivai in questa scuola, schierato con la maglia del Che ed i jeans strappati; volevo fare la rivoluzione, volevo picchiarmi con i poliziotti, volevo protestare. Non ero altro che un bambino capriccioso con una bandiera rossa in mano. Poi, col passare del tempo, questa furia, questa voglia di ribellione, sono andate via via scemando, sostituite da una pacata rassegnazione e da una sfiducia incolore.

Lui invece, nonostante tutto, va avanti a combattere. Va avanti a combattere anche se la scuola (superiore, per lo meno) l’ha finita da un pezzo. Va avanti a combattere in una maniera diversa da quella che intendevo io, con discorsi invece di insurrezioni, petizioni al posto dei fumogeni.

Lui si chiama Niccolò Morelli, e se come me siete più vicini alla fine del liceo che all’inizio lo conoscete bene, e sapete che è stato ed è tutt’ora uno dei personaggi più discussi del Gioia negli ultimi anni. Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere virtuali con lui l’altro giorno, e ho pensato di condividere la conversazione con voi.

Tutto inizia quando gli chiedo…

Sei pronto ?

Credo di sì. Quanto sarà imbarazzaante la cosa ?

Molto poco spero.

Ok, andiamo.

D’accordo. Prima cosa, sei mai stato intervistato prima  d’ora?

Si, l’ultima volta che sono stato intervistato è stato l’anno scorso dall’Acuto, mi sembra dalla Beatrice Cristalli o dalla Marghe in qualità di rappresentante. Diciamo mi ero preparato bene soltanto una domanda: mi avevano chiesto se ero favorevole alla autogestione o all’occupazione, proprio mentre stavamo programmando l’autogestione e non tutti erano favorevoli.

Sai che tutti si aspettano che questa intervista vada inevitabilmente a finire sull’argomento “politica”, vero?

Beh, ormai ci sono abiutato. Voglio vedere per quante domande riuscirai a trattenerlo l’argomento  “politica“.

Immagino che dopo tutto questo tempo a parlare sempre e solo di riforme dell’istruzione, scioperi, diritti degli studenti, tu abbia anche un po’ voglia di cambiare argomento. C’è qualcosa di cui vorresti parlare ma non hai mai avuto opportunità di farlo?

Si, più che altro è una cosa che non sono mai riuscito a fare cioè dei ringraziamenti; non sono mai riuscito a ringraziare chi mi ha accompagnato nel percorso che come tu hai elencato prima è stato pieno di lotte, di dibattiti, di confronti. In particolare Gigi, Jimmy, la Vittoria, Michele, la Silvia, e tutti gli udiessini sparsi per il Gioia che mi hanno dato una mano enorme e che adesso stanno facendo un lavoro egregio.

Un mucchio di gente quindi.

Si, è la cosa di cui vado più orgoglioso: ho fatto moltissimi sbagli, ma se c’è una cosa di cui vado fiero è quello di aver contribuito a rilanciare la partecipazione degli studenti.

Beh, io ho fatto tre anni di liceo in cui tu sei sempre stato al centro delle vicende scolastiche, e tutt’ora sei un personaggio ambiguo dell’ambiente Gioia, capace di dividere gli studenti in chi ti odia e chi ti ama. Indubbiamente però quello che hai appena citato è stato un tuo grande merito. Come hai fatto?

Mettendoci la faccia nel bene e nel male: in terza ho iniziato candidandomi con una lista sinceramente imbarazzante come la “Lista Chuck Norris”, poi però ho iniziato ad interessarmi dei temi della scuola con una raccolta firme per la palestra del Gioia, che raccolse in meno di due settimane 1600 firme tra studenti e genitori e che ha permesso una fase di dialogo tra provincia e scuola. Poi ho fondato l’Unione degli Studenti a Piacenza, convinto che, come recita lo slogan dell’ “Altra Lista”, una scuola diversa non fosse solo necessaria ma anche possibile. Queste sono state le tappe fondamentali, ma c’è sempre stato un grandissimo lavoro dietro, per stilare il programma dell’Altra Lista facevamo riunioni fino alle otto di sera. Però arrivati ad oggi lo dico senza problemi: ne è valsa la pena, perchè siamo riusciti a coinvolgere tanti studenti ed è questa la chiave fondamentale della buona rappresentanza al Gioia, che si vede ogni giorno sul vostro gruppo su facebook (comunque su quel gruppo siete cattivissimi).

In effetti, siete riusciti a far tornare la voglia di votare a uno sfiduciato nella politica come me…

A maggior ragione dico che ne è valsa la pena. Però bisogna sempre fare attenzione: basta un attimo e tutto questo percorso va in frantumi. Siete voi che dovete essere vigili su ciò che fanno i rappresentanti, come su quello che fanno i professori; tutti devono essere corretti con tutti (e tutte).

Questa esperienza, di rappresentante prima di istituto poi di consulta, e in seguito di capo di un movimento, cosa ti ha lasciato?

Tanta nostalgia. Adesso che mi occupo del movimento più a livello nazionale devo dire mi mancano molto i duelli di dialettica con la preside, oppure i richiami del vicepreside Pezza, le ore passate in bidelleria e spettegolare con Carmen e Antonio. Mi manca anche il movimento a Piacenza. Lo seguo ancora molto, però tra le altre cose dovrei anche studiare un po’.

Immagino… visto che sei arrivato a parlare di quello che fai adesso, come hai vissuto questo passaggio, dal liceo all’università, da livello provinciale a livello nazionale?

L’università è un altro mondo, dinamiche molto diverse e siccome ormai ho una deformazione professionale, partecipazione studentesca sotto i piedi. Fortunatamente faccio una cosa che mi piace molto: sociologia, lo studio della società e mi appassiona un sacco. Per quanto riguarda del passaggio dal provinciale al nazionale si tratta di un bel salto: la possibilità di conoscere tantissimi studenti e studentesse di tutta Italia e la possibilità di confrontarsi con il nuovo ministro dell’Istruzione sono esperienze uniche. Tra le altre cose (e questo è abbastanza uno scoop) ha approvato una nostra proposta di una legge quadro sul diritto allo studio.

Del tipo?

Del tipo che gli abbonamenti per i trasporti per gli studenti saranno a prezzi più vantaggiosi e i libri di testo non avranno più prezzi assurdi, saranno garantite aulee autogestite all’interno delle scuole, così come la possibilità di accedere a servizi culturali (musei, teatri…) con prezzi ancora più vantaggiosi per gli studenti e, dulcis in fundo, un miglioramento dell’erogazione delle borse di studio.
Questo grazie a finanziamenti di 2 miliardi di euro che sono stati “trovati” nei bilanci del ministero ma a cui mancavano delle firme e che erano ormai nel dimenticatoio.

Una piccola rivoluzione, quindi?

Direi di si. Almeno Profumo non si mette ad urlare come faceva la Gelmini quando gli veniva proposta una legge del genere. Una piccola critica a Miss Neutrina la dovevo fare, altrimenti non ero credibile, dai!

A questo punto una domanda che pare scontata : meglio il governo tecnico?

Effettivamente questa me la sarei dovuta preparare.

Basta un si.

Si e no: sono persone più competenti e con un’alta professionalità, però non ho apprezzato la manovra che pesa sulle classi meno abbienti. Sono contento invece per le varie liberalizzazioni, e che abbiano deciso di non coinvolgere il settore dell’acqua pubblica.


Facciamo qualche passo indietro. Tornando al tuo “passaggio di livello” provo ad invertire la domanda: come hai trovato la situazione del gioia dopo aver tastato quella universitaria?

È ad un ottimo livello: gli studenti partecipano e si interessano, ci sono un sacco di attività “spontanee” e la scuola si impegna molto per le attività degli studenti (assemblee d’istituto pagate dalla scuola, eventi musicali…). Spesso ci lamentiamo ed è giusto così, però diamo anche atto a ciò che la scuola ha fatto e sta facendo molto per noi.

Vuoi farti una domanda e autorisponderti?

È abbastanza inusuale come cosa, ma lo faro: se tornassi indietro lo rifaresti? Si, rifarei tutto ciò che ho fatto fino ad adesso.

Abbiamo finito. È stata poi così imbarazzante come cosa?

Direi di no. In fondo, mi diverto con le interviste, sopratutto rileggendole qualche tempo dopo. Posso lasciare un telegramma a tutti gli studenti del Gioia?

Di solito sono io che faccio le domande… Comunque fai pure.

Buon proseguimento d’anno a tutti quanti. E un augurio speciale per quelli che dovranno dare la Maturità. In bocca al lupo!

Riccardo Bassi

Commenti disabilitati su Lui, intanto, va avanti

Archiviato in Vita di scuola