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Intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti

Care amiche studentesse ed amici studenti,

 

Per festeggiare insieme l’imminente ricorrenza natalizia, la redazione de “l’Acuto” ha deciso di regalarvi in esclusiva la versione integrale dell’intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti, della quale avete avuto modo di leggere uno scorcio sul numero cartaceo distribuito nelle classi venerdì 21 dicembre.

 

La resa grafica, simpatica ed al contempo impeccabile, è stata affidata al nostro collaboratore di fiducia Alessandro Rossi.

 

Buona lettura quindi e buone feste!

 

INTERVISTA A SIMONE CAVAZZUTI

 
 

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Oggettività contro solidarietà: la versione di Maurizio Ferraris

Piacenza, 28 Settembre, Auditorium della Fondazione, ore 15.00

Introdurre una figura come Maurizio Ferraris non è facile, specie se si è una semplice giornalista scolastica non ancora diplomata. L’uomo che mi siede davanti è infatti un professore universitario di fama internazionale(ha insegnato nelle maggiori università europee ed è attualmente docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino), dirige il CTAO (Centro interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata) e il LABONT (Laboratorio di Ontologia) presso l’Ateneo Torinese, è direttore de “La Rivista di Estetica” e scrive per le pagine culturali de “ La Repubblica”.  E’ inoltre autore di più di quaranta libri, tradotti in diverse lingue, di cui i più recenti sono “Anima e iPad” e “Il Manifesto del nuovo realismo”. Lasciamo dunque la parola a lui.

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Noi, godiamo | Intervista a Karl Scotch

Non raccontiamoci bugie: quando sentiamo lo stomaco in gola e quel sentore angosciante e profondo come un pugno del fegato, godiamo.
Le orecchie diventano sorde e concedono al resto il corpo il dono dell’udito: vibrazioni e basse frequenze si mescolano a gemiti ad alta voce e ululati in coro, risvegliando i primordiali istinti delle interiora umane.

E’ Karl Scotch, con la sua musica e le sue prestazioni dal vivo, con quei tum-ta alternati a spaziali synth, che ci agita come baristi con un Coca & Rum: di larga veduta, competente e decisamente troppo bravo per essere vero, si racconta (e si sfoga).

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Tre generazioni di gioiosi

Il Liceo Gioia. Un luogo che ha visto passare tra i suoi corridoi generazioni e generazioni di studenti.
A partire dal periodo dei nostri nonni, vi proponiamo un breve excursus temporale  sull’esperienza personale fatta dagli studenti nel corso del tempo. Dalla fine della seconda seconda guerra mondiale, passando attraverso la rivoluzione studentesca di fine anni ’60, arriviamo ai giorni nostri, notando affinità e differenze nella vita scolastica di un Gioia in continua evoluzione. Parola agli intervistati.

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La Consulta Gioiosa #2 – Andrea Groppi

Rieccoci con le interviste ai personaggi ben noti all’interno dell’ambiente scolastico. Qualche mese abbiamo intervistato Silvia Guselli (qui potete leggere l’articolo), ora tocca a Andrea Groppi, rappresentante del Liceo “M. Gioia” all’interno della Consulta Provinciale.

Cominciamo con una domanda facile: che cos’è la Consulta?

La Consulta è l’organo che serve agli studenti di un liceo,attraverso i rappresentanti che elegge, per rapportarsi con le realtà esterne al Liceo stesso: serve quindi a creare progetti con le altre scuole o a portare istanze nelle sedi degli enti come comune,provincia,regione e addirittura direttamente al ministro dell’istruzione.

Entrando più nel personale: che cos’è per te la Consulta?

La Consulta per me è un mezzo per mettermi al servizio degli altri. Mi è sempre piaciuto poter essere utile alla mia comunità, mettermi in gioco, battermi per quelli che sono i nostri diritti.

Accostata alla figura del rappresentante della Consulta c’è anche il rappresentante d’Istituto. Perchè allora hai scelto di rappresentare il liceo all’interno della Consulta?

Beh il rappresentante di istituto lo avevo fatto l’anno scorso, volevo provare qualcosa di diverso, tutto qua.

Corre voce che oggi né i rappresentanti di Consulta né quelli d’Istituto abbiano fatto molto in termini pratici. Cosa hai intenzione di fare o che cos’hai già fatto per il Liceo?

Non sono d’accordo, i rappresentanti d’Istituto sono riusciti ad organizzare due assemblee d’istituto, una cogestione, le miniassemblee, una festa d’istituto e hanno creato un collettivo studentesco…a mio parere stanno lavorando molto bene. Per la consulta abbiamo organizzato una petizione per i trasporti pubblici, stiamo organizzando dei mercatini dei libri usati all’interno delle scuole, abbiamo finanziato il viaggio a Racconigi per voi redazioni e l’organizzazione del Parlamento Europeo Giovani. Per la parte ludica stiamo organizzando un torneo tra le scuole per beneficenza e una festa della creatività che sarà una bomba. Di più è difficile organizzare dati i soldi disponibili (2400 euro, il 70% meno circa dell’anno scorso).

Quali sono i tuoi ideali? Credi che questi ti aiuteranno a portare avanti la tua rappresentanza?

Credo profondamente in una scuola per noi studenti, dove noi siamo i protagonisti, dove veniamo valutati per ciò che siamo, dove vengono potenziati il nostro senso critico e le nostre passioni. Su questi ho basato tutto il mio lavoro di questi due anni e penso che abbiano dato i loro risultati.

Quanto tempo ti ruba la Consulta?

Beh si, anche perchè essendo vicepresidente devo presenziare a diverse iniziative che spesso sono in orario pomeridiano e inoltre ponendoci obiettivi che riguardano realtà complesse c’è dietro un gran lavoro di coordinazione.

La tua esperienza fino ad ora è stata positiva o negativa? Perchè?

Credo che come tutto sia una media tra le due cose. Positiva perchè sono contento delle cose che sto facendo, cose che credo siano importanti a far crescere in noi studenti la consapevolezza di essere la linfa di questa città. Negativa perchè spesso, anche all’interno della consulta, si trovano atteggiamenti menefreghisti e non collaborativi.

Un appello?

Siate voi i protagonisti, tenetevi informati, fate rete e rendete questa città e questa scuola vostre.

Sofia Carini

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Chi si candida? #3 – Pierpaolo Gallini

Terzo appuntamento con la rubrica dedicata alle elezioni in arrivo: tocca a Pierpaolo Gallini, candidato sindaco dell’ Unione di Centro e appoggiato dall’Onorevole Casini. Cinque domande a bruciapelo, cinque risposte ben fatte.

1. Innanzitutto, chi è Pierpaolo Gallini prima e durante le elezioni?

Sono nato a Carpaneto il primo maggio del 1958 e sono sposato con Adele, che otto mesi fa mi ha fatto il regalo più bello: il piccolo Giovanni.
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Parma nel 1983, dove ho conseguito la specializzazione in Diabetologia e quella in Odontostomatologia.
Esercito la professione di medico e dentista a Carpaneto e Piacenza, ma non faccio il medico, sono un medico! La mia è stata una vocazione ispirata da grandi amici medici di famiglia: il dott. Gobbi, il dott. Bazzani e il dott. Drei.
Se la medicina è stata una vocazione, per la politica parliamo di vera passione: ho iniziato ad interessarmi di politica al liceo e durante l’universita’. Dal 1984 al 1994 sono stato Consigliere comunale e Capogruppo DC nel comune di Carpaneto.
Sono stato eletto Segretario provinciale dellʼUdC nel 2007 e Consigliere nazionale nel 2008. Dal 2009 sono Assessore Provinciale al Welfare e alle Politiche Sociali.
NellʼUnione di Centro ho trovato la collocazione naturale per un cattolico che come me intende impegnarsi a favore dei propri concittadini, cosa che intendo fare con la massima dedizione.

2. Che cos’è Piacenza? O meglio, quali sono i pilastri che sorreggono l’intera città?

La solidità e la tenacia dei propri abitanti, una coesione sociale significativa e una capacità imprenditoriale perseverante.

3. Qual è il motivo per cui lei fa ciò che fa? Cosa l’ha spinta a candidarsi per il ruolo di sindaco?

A Piacenza ho le mie radici, vi sono cresciuto, ecco perchè, incoraggiato dal leader nazionale Pier Ferdinando Casini, ho deciso di candidarmi con quella formazione politica, Udc-Unione di Centro, che si caratterizza per la promozione dei valori legati alla persona e alla comunità, e per essere lontana da logiche estremiste e populiste.

4. Cosa direbbe a chi critica la vita piacentina, parlando di Piacenza come “città morta”? Becero realismo o banalizzazione di un problema molto grande?

Effettivamente la città meriterebbe qualche occasione di maggiore fermento e rivitalizzazione però, guardiamoci intorno, Piacenza è una città dove si vive ancora bene.

5. Concludendo, quali prospettive per il futuro vede per Piacenza, con o senza Pierpaolo Gallini?

Credo davvero che, in questo particolare momento di difficoltà economica e sociale, la nostra città possa distinguersi grazie alle sue particolari doti di laboriosità e al buon livello di servizi sociali, se sarà amministrata da un sindaco capace di ascoltare e condividere le decisioni.

Riccardo Covelli

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La Consulta Gioiosa #1 – Silvia Guselli

Ed eccoci qua con una nuova intervista! Chi di voi si è sempre chiesto cosa fosse la Consulta e cosa facessero i rappresentanti che eleggiamo? Per voi intervistata Silvia Guselli, neo-rappresentante della Consulta gioiosa!

(Ndr Le opinioni e i pareri contenuti in questa intervista sono propri dell’intervistatrice e dell’intervistata)

Partiamo da una domanda che tutti gli studenti del Gioia si sono fatti: Che cos’è la Consulta?

Questa è una domanda che cade a pennello… La Consulta è un organo che serve per la Provincia, quindi per il Liceo Gioia e per le varie scuole singole non serve a niente, perché ci sono già i 4 rappresentanti. La Consulta non è un organo interno alla scuola, e serve per cercare di mettere d’accordo tutte le scuole della provincia su temi a scelta, ad esempio la giornata dello Sport o quella del Volontariato. Con quest’organo dobbiamo pensare con un’ottica più aperta. In realtà nessuno sa a cosa serve, ma tutti si aspettano che serva singolarmente per la scuola -e lo pensavo anche io- ma in realtà non è così: avendo un’ottica più ampia deve pensare alla provincia.

Che cos’è per te la Consulta?

La Consulta, per me, è la possibilità di dire qualcosa, di portare la mia persoan come Silvia Guselli, cioè siamo in1600 inquesta scuola e, purtroppo, siamo molto dei numeri. Io ho sempre creduto che un individuo si debba esprimere in un qualche modo, alcuni lo fanno con il giornalino, io ho scelto di farlo attraverso la Consulta, perché penso di poter dare qualcosa, di essere un esempio, essendo una ragazza, per poter dire “guardate, una ragazza ce l’ha fatta”. Si tratta di un modo di farsi sentire in modo abbastanza forte, ed è interessante perché ti metti a rappresentare gli altri, che è la cosa più bella del mondo.

Allora perché Consulta e non Rappresentante d’Istituto?

Perché volevo qualcosa di diverso. Il rappresentante lo conoscono tutti, un po’ stereotipata,  è il “tipo”, il modello, io non mi sono mai ritrovata in quella categoria di persone. Credevo nella Consulta perché era qualcosa di diverso, che doveva essere conosciuta da tutti. Mi sono detta “sarà che lo farò solo io, sarà che non mi voterà nessuno, però ci deve essere un cambiamento”.

Diciamo… a oggi né i rappresentanti di Consulta né quelli d’Istituto hanno fatto molto. Cosa hai intenzione di fare per il Liceo?

Parlo per la Consulta: ci siamo preposti di ampliare il Cineforum, scegliendo i temi, i film e i giorni. In più stavamo pensando alla Giornata dello Sport, oltre che il finanziamento per la giornata a Torino dei giornalini. Devi sapere che Piacenza è una delle città con più giornalini d’Istituto, e non lo sa nessuno. In effetti siamo un po’ in alto mare, visto che siamo a Febbraio e non abbiamo ancora fatto nulla; in realtà la motivazione va cercata nella mancanza di presenze di persone. Siamo rappresentanti con a carico delle persone, ma in realtà c’è gente che lo fa solo per la fama. Mi ricordo una volta a Gennaio alla riunione eravamo in 8 su un quorum di 20, quindi non puoi votare se mancano delle persone. La realtà è che i ragazzi non ci sono perché non ci vogliono essere. La Consulta stà diventando solo pubblicità, per creare una maschera; non dico di nascondersi con una busta in testa, ma tu, mettendoti a disposizione degli altri, tu sei l’ultimo degli ultimi. Hai un impegno, e non puoi mettere i tuoi interessi sopra gli altri; sulle tue spalle ci sono 1600 ragazzi che si fidano di te.

Che ideali hai? E credi che questi ti aiuteranno a portare avanti la tua rappresentanza?

Io sono fortemente contro la falsità e l’ipocrisia, sono contro il pregiudizio e il giudicare una persona per quello che ha fatto o che ha detto, perché una persona non si conosce mai davvero. Sono per una scuola che faccia uscire gli studenti come persone migliori, in grado di pensare con la propria testa. Io voglio uscire da questa scuola sentendomi una persona in grado di ragionare, senza farmi costringere o farmi influenzare dagli altri. Non siamo dei numeri o delle etichette, ma dobbiamo costruirci quello che saremo in un futuro non troppo lontano.  Secondo me questi anni mi hanno aiutato e spero che mi aiutino nella Consulta, visto che ho sempre creduto in uno studente con Nome-Cognome, prima che Cognome-Nome. La scuola, prima che farci studiare libri si libri, deve farti ragionare senza scatole o concetti pre-confezionati. Tu studi filosofia perché vuoi 10 o perché da Kant/ Hegel trovi te stesso?

Ti sei candidata due volte. Ora che sei stata eletta come ti senti? Che cosa è cambiato? Perché hai voluto riprovarci?

Riprovarci perché non si molla mai. Se uno ci crede veramente finché non arrivi non smetti mai di provarci, e alla fine ce la si fa. Io sono l’esempio di questo, perché se io non mi fossi candidata sarebbe stato uno sparo nel buio, quasi un colpo di testa “Non ce l’ha fatta? Allora non aveva la forza e la convinzione necessaria” Invece ho dimostrato a tutti quelli che non mi hanno votata che io ci sono. Io sono orgogliosa, fiera, contenta e allo stesso tempo umile, perché senza quei voti io non sarei qua.

Quanto tempo a ti porta via la consulta?

Noi ci troviamo una volta al mese. Alcune volte due, perché, come ti ho detto, alcune volte non ci sono i numeri per votare. Poi uno lavora a casa, cerca di metterci le sue, si sente con il presidente, alcune volte ci sono gli scrutini fuori, ad esempio a Bologna al Motor show e quelle volte ti prende delle giornate intere. Altrimenti credo che sia una cosa che non ti prende molto. La vera cosa un po’ lunga è andare in segreteria per le circolari e la burocrazia in generale.

Quest’anno esci. Se dovessi rimanere un altro anno, ti ricandideresti?

Sicuramente. Io vorrei riuscire a sviluppare la mia idea dell’Università, perché in sei mesi non si riesce a fare praticamente nulla. Tornerei in Consulta per dire “troviamoci più spesso”, perché un colloqui al mese di due ore non cambia nulla. Un vero cambiamento sarebbe due/tre volte al mese. Sento che mi scivola il tempo dalle mani, visto che dice tanto sei mesi ed è finita.

Ultimo appello?

Studiate per amore dello studio. Studiate adesso perché poi è difficile farlo quando si cresce. Fregatevene del voto, perché potereste uscire con 100 e non sapere nulla. Studiate per imparare e ragionate senza farvi imporre nulla da nessuno. Siate voi stessi e non siate conformisti, esprimendovi rispettando gli altri, lasciando un segno.

Sofia Carini

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