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Intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti

Care amiche studentesse ed amici studenti,

 

Per festeggiare insieme l’imminente ricorrenza natalizia, la redazione de “l’Acuto” ha deciso di regalarvi in esclusiva la versione integrale dell’intervista al rappresentante d’istituto Simone Cavazzuti, della quale avete avuto modo di leggere uno scorcio sul numero cartaceo distribuito nelle classi venerdì 21 dicembre.

 

La resa grafica, simpatica ed al contempo impeccabile, è stata affidata al nostro collaboratore di fiducia Alessandro Rossi.

 

Buona lettura quindi e buone feste!

 

INTERVISTA A SIMONE CAVAZZUTI

 
 
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Chi si nasconde dietro Spotted: Liceo Gioia?

Non capita spesso di intervistare una persona di cui non si sa l’identità, specie quando invece questa persona di cose ne sa anche troppe! Ebbene sì, sto proprio parlando di colei (o colui) che nelle ultime settimane ha spopolato su Facebook, creando una pagine online visitata da tutto il Liceo. Spotted: Liceo Gioia è ormai sulla bocca e sulla bacheca di tutti, con i suoi annunci, apprezzamenti ed umorismi inerenti alla vita scolastica. Potevamo noi dell’’Acuto rinunciare al tentativo di ottenere un colloquio in esclusiva?

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Oggettività contro solidarietà: la versione di Maurizio Ferraris

Piacenza, 28 Settembre, Auditorium della Fondazione, ore 15.00

Introdurre una figura come Maurizio Ferraris non è facile, specie se si è una semplice giornalista scolastica non ancora diplomata. L’uomo che mi siede davanti è infatti un professore universitario di fama internazionale(ha insegnato nelle maggiori università europee ed è attualmente docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino), dirige il CTAO (Centro interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata) e il LABONT (Laboratorio di Ontologia) presso l’Ateneo Torinese, è direttore de “La Rivista di Estetica” e scrive per le pagine culturali de “ La Repubblica”.  E’ inoltre autore di più di quaranta libri, tradotti in diverse lingue, di cui i più recenti sono “Anima e iPad” e “Il Manifesto del nuovo realismo”. Lasciamo dunque la parola a lui.

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Noi, godiamo | Intervista a Karl Scotch

Non raccontiamoci bugie: quando sentiamo lo stomaco in gola e quel sentore angosciante e profondo come un pugno del fegato, godiamo.
Le orecchie diventano sorde e concedono al resto il corpo il dono dell’udito: vibrazioni e basse frequenze si mescolano a gemiti ad alta voce e ululati in coro, risvegliando i primordiali istinti delle interiora umane.

E’ Karl Scotch, con la sua musica e le sue prestazioni dal vivo, con quei tum-ta alternati a spaziali synth, che ci agita come baristi con un Coca & Rum: di larga veduta, competente e decisamente troppo bravo per essere vero, si racconta (e si sfoga).

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Tre generazioni di gioiosi

Il Liceo Gioia. Un luogo che ha visto passare tra i suoi corridoi generazioni e generazioni di studenti.
A partire dal periodo dei nostri nonni, vi proponiamo un breve excursus temporale  sull’esperienza personale fatta dagli studenti nel corso del tempo. Dalla fine della seconda seconda guerra mondiale, passando attraverso la rivoluzione studentesca di fine anni ’60, arriviamo ai giorni nostri, notando affinità e differenze nella vita scolastica di un Gioia in continua evoluzione. Parola agli intervistati.

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The importance of being an idol

Quando intervisti una persona e questa esordisce dicendo: “Il mio è un lavoro di secondo piano, nessuno fa caso più di tanto a quello che faccio” capisci che l’intervista andrà bene. Capisci di aver a che fare con una persona umile, coi piedi per terra, disposta al confronto. E capisci che nonostante sia la tua preside, e ti tremino le mani e la voce dall’agitazione, dalla paura di fare una domanda sbagliata, forse essere lì ne valga la pena. Parlare con la Professoressa Arvedi vuol dire anche questo.

Le rispondo con una verità che appare mascherata da menzogna ben educata, quando le dico che in realtà nella mia esperienza scolastica degli ultimi quattro anni la figura della preside sia stata per me, come per molti altri studenti del Gioia, un simbolo carismatico e non solo: mi sono sempre vantato di frequentare un istituto che, con i suoi tanti difetti, è sotto la guida di una persona competente, che guarda sempre avanti nelle sue scelte, ed opera per il bene dei suoi studenti.
Ora la smetto con questo sproloquio stilnovistico da lecchino (si può dire, non è una parolaccia?) e vi racconto cosa ci ha detto.

 

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La Consulta Gioiosa #2 – Andrea Groppi

Rieccoci con le interviste ai personaggi ben noti all’interno dell’ambiente scolastico. Qualche mese abbiamo intervistato Silvia Guselli (qui potete leggere l’articolo), ora tocca a Andrea Groppi, rappresentante del Liceo “M. Gioia” all’interno della Consulta Provinciale.

Cominciamo con una domanda facile: che cos’è la Consulta?

La Consulta è l’organo che serve agli studenti di un liceo,attraverso i rappresentanti che elegge, per rapportarsi con le realtà esterne al Liceo stesso: serve quindi a creare progetti con le altre scuole o a portare istanze nelle sedi degli enti come comune,provincia,regione e addirittura direttamente al ministro dell’istruzione.

Entrando più nel personale: che cos’è per te la Consulta?

La Consulta per me è un mezzo per mettermi al servizio degli altri. Mi è sempre piaciuto poter essere utile alla mia comunità, mettermi in gioco, battermi per quelli che sono i nostri diritti.

Accostata alla figura del rappresentante della Consulta c’è anche il rappresentante d’Istituto. Perchè allora hai scelto di rappresentare il liceo all’interno della Consulta?

Beh il rappresentante di istituto lo avevo fatto l’anno scorso, volevo provare qualcosa di diverso, tutto qua.

Corre voce che oggi né i rappresentanti di Consulta né quelli d’Istituto abbiano fatto molto in termini pratici. Cosa hai intenzione di fare o che cos’hai già fatto per il Liceo?

Non sono d’accordo, i rappresentanti d’Istituto sono riusciti ad organizzare due assemblee d’istituto, una cogestione, le miniassemblee, una festa d’istituto e hanno creato un collettivo studentesco…a mio parere stanno lavorando molto bene. Per la consulta abbiamo organizzato una petizione per i trasporti pubblici, stiamo organizzando dei mercatini dei libri usati all’interno delle scuole, abbiamo finanziato il viaggio a Racconigi per voi redazioni e l’organizzazione del Parlamento Europeo Giovani. Per la parte ludica stiamo organizzando un torneo tra le scuole per beneficenza e una festa della creatività che sarà una bomba. Di più è difficile organizzare dati i soldi disponibili (2400 euro, il 70% meno circa dell’anno scorso).

Quali sono i tuoi ideali? Credi che questi ti aiuteranno a portare avanti la tua rappresentanza?

Credo profondamente in una scuola per noi studenti, dove noi siamo i protagonisti, dove veniamo valutati per ciò che siamo, dove vengono potenziati il nostro senso critico e le nostre passioni. Su questi ho basato tutto il mio lavoro di questi due anni e penso che abbiano dato i loro risultati.

Quanto tempo ti ruba la Consulta?

Beh si, anche perchè essendo vicepresidente devo presenziare a diverse iniziative che spesso sono in orario pomeridiano e inoltre ponendoci obiettivi che riguardano realtà complesse c’è dietro un gran lavoro di coordinazione.

La tua esperienza fino ad ora è stata positiva o negativa? Perchè?

Credo che come tutto sia una media tra le due cose. Positiva perchè sono contento delle cose che sto facendo, cose che credo siano importanti a far crescere in noi studenti la consapevolezza di essere la linfa di questa città. Negativa perchè spesso, anche all’interno della consulta, si trovano atteggiamenti menefreghisti e non collaborativi.

Un appello?

Siate voi i protagonisti, tenetevi informati, fate rete e rendete questa città e questa scuola vostre.

Sofia Carini

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