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Un sabato a caso

Un sabato a caso un ex studente del Liceo Gioia entra con amici al bar per l’aperitivo e sempre lo stesso sabato a caso in quel bar si trovava una sua professoressa dei tempi del Liceo.

I saluti stranamente non furono di circostanza, distaccati, anzi l’incontro venne giudicato piacevole da entrambi.

Strano si potrebbe pensare perché la professoressa delle superiori nell’immaginario collettivo è bacchettona, isterica,  inutile e socialmente allarmante.

Al contrario questa professoressa a questo ex studente non suscitava nessuno di questi ricordi, in effetti chi legge deve sapere che questa professoressa non era una professoressa “normale” per lui, ma era una conoscenza dettata dall’iscrizione dello studente ad un corso extra-curriculare.

Per questo motivo tra questi due individui non si creò mai un rapporto di contrapposizione studente -professore, o al di fuori dell’ambito scolastico, impresa – sindacato, datore di lavoro – dipendente.

E già, perché poi quando esci dal Liceo l’ottica cambia, il futuro questa cosa impalpabile comincia a concretizzarsi e a venirti incontro, e a quel punto rileggi gli anni del Liceo come anni diversi, staccati, come un periodo interrotto tra il resto delle cose che ti sono successe e ti succederanno.

Ma l’errore, lo sbaglio o forse è meglio definirlo l’inganno dove, con una lettura superficiale, si rischia di cadere è proprio l’identificare gli anni del Liceo come un’Alcatraz dalla quale fuggire o come un valido approdo da non abbandonare.

La vita apparentemente semplice di quegli anni, non è solo preferire le Converse alle Superga o il Metal a Gossip Girl, piuttosto un’occasione per gettare le basi di quello che sarai o speri di diventare.

Non è il latino che serve alle persone per realizzarsi nella vita, ma il superare le versioni in modo brillante e perché no con qualche stratagemma, che ti prepara alle sfide ben più grandi del dopo matura.

Sfide che non penseresti neppure di vivere un giorno, ma che sono già li che aspettano te e il tuo affrontarle con carattere, perché se devi perdere meglio farlo con classe e se vinci è perché hai osato.

Hai osato.

E lo hai già fatto scegliendo per te un Liceo come il Gioia, quello col blasone, con i professori migliori e con le ragazze più belle.

Così è come lo ricordo a quei tempi dove anche io ero uno studente del vostro Liceo, ben prima di trovarmi a un passo dalla laurea in legge e ben prima di incontrare in un sabato a caso la professoressa Annalisa Trabacchi alle prese con il suo Spritz!

Lo studente preferito (almeno all’epoca) dalla Trabacchi

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Sveglia Piacenza! – Mikeless

Seconda puntata della nostra rubrica tutta piacentina!

La formula è sempre la stessa: 5 domande, 5 risposte. Niente censura, niente limiti: interviste nude e crude, belle e buone.

L’ ospite di oggi è Michael Fortunati, in arte Mikeless, cantautore, chitarrista e sperimentatore.

Innanzitutto, chi è Mikeless?

Mikeless è lo pseudonimo che mi “infilo” per suonare dal vivo e per i miei progetti musicali, anche se in realtà il mio vero nome è Michael Fortunati. Adesso però, mi avete scoperto.

Cosa pensi di Piacenza? Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?

Di pregi e difetti di Piacenza ce ne potrebbero essere, come in tutte le città, d’altronde.
Bisogna capire di che ambito vogliamo parlare: ti posso dire che e’ una vita (fin da ragazzino) che io, come tanti altri, mi lamento della nostra città e della sua vita sociale e culturale: “Ah, non si fa mai niente, non c’è mai niente, è un paese di anziani, ecc…
Un po’ è vero.
Questa è la difficoltà reale: far piacere ad un altra persona con bisogni diversi dai tuoi una cosa che piace a te.

Dall’ altra parte ti posso dire che Piacenza e’ una citta’ tranquilla e funzionale.
Se dovessi andare ad abitare in una citta’ grande, come Milano o Roma, avrei difficoltà ad adattarmi, dal punto di vista dello stress e dei tempi diversi, ma probabilmente avrei più scelte per uscire la sera o per frequentare un corso o per crescere culturalmente e artisticamente.
Ma sarei piu’ stressato; bisogna valutare bene le cose.

Qual è il motivo per cui fai ciò che fai? Cosa ti spinge a faticare per migliorare la tua città?

Il motivo per cui faccio quel che faccio è che se non esprimo le mie idee musicali, se non produco delle cose da ascoltare, se non posso suonare nella mia stanzetta con la mia chitarra, non sono felice, nè tantomeno sereno, perchè tutte le cose cattive che accumulo svaniscono, sciolte dalla musica.
Senza non ci si può stare.
Non penso di aver fatto niente per abbellire la mia città, sai?
Suono, mi piace suonare per far star bene le persone e per far star bene me; mi piace coinvolgerle nelle serate, e cercare di farle ridere.

Cosa diresti ai piacentini che criticano piacenza, accusandola di essere una città morta, ecc.. ?

Ai piacentini direi solo che quando di movimento ce n’ è poco, bisognerebbe darsi una scantata e cercare di organizzare qualcosa anche di piccolo con le proprie forze.
Quando c’ è la voglia, si riesce a far risultato; in ogni caso la difficoltà di proporre qualcosa ed essere criticati da chi non vuole condividere musica e colori in questa città rimane.

Concludendo, quali prospettive per il futuro vedi per Piacenza e, in generale, per il nostro Paese?

Non lo so; per il futuro non sono molto ottimista, in generale.
Siamo un po’ in un periodo di alta tensione, un periodo in cui ci si aspetta di tutto; per fortuna di persone che vogliono cambiare le cose ce ne sono parecchie.
E questo mi scalda un po’.

In chiusura, cliccando qui potete accedere alla pagina Facebook di Mikeless, aggiornata con i prossimi concerti; cliccando qui invece, accederete al profilo Soundcloud di Mikeless, dove ci sono meraviglie in ascolto gratuito.

Riccardo Covelli

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Sveglia Piacenza! – Nicola Curtarelli & 29100 Factory

Benvenuti alla prima puntata di “Sveglia Piacenza!”, rubrica improbabile composta da interviste altrettanto improbabili a personaggi e figure “di spicco” della realtà piacentina.

Ospite odierno è Nicola Curtarelli e la sua 29100 Factory!

Innanzitutto, spiegaci che cosa fai nella vita e che cos’è 29100 Factory.

Sono il coordinatore di 29100 Factory. Un’associazione culturale che dal 2004 si occupa di musica originale, organizzazione eventi e produzioni audio. Nella nostra città in particolare organizziamo il Tendenze Festival da 7 edizioni e gestiamo, presso la Cavallerizza, la struttura polifuzionale comunale Giardini Sonori – Piacenza.

Che cosa pensi di Piacenza? Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?

Piacenza si limita spesso da sola perchè non riesce a sprovincializzarsi. Questo ovviamente è più che altro da ricondursi all’impostazione mentale dei Piacentini. Persino i più giovani spesso faticano a guardare oltre confine. Per questi stessi motivi siamo un fantastico “paesone” a misura d’uomo e dove si vive davvero bene. La qualità della vita è senza dubbio un valore aggiunto della nostra città.

Qual è il motivo per cui fai ciò che fai? Cosa ti spinge a faticare per migliorare la tua città?

Sono e siamo innamorati della nostra città e sono ancora convinto che nasconda un potenziale incredibile. Mi piacerebbe un giorno vederla più “europea”. Mi piacerebbe riuscire a trattenere qui le persone davvero capaci per costruire qualcosa che possa rimanere nel tempo e valorizzare al meglio, in ambito culturale, le prossime generazioni.

Cosa diresti ai piacentini che criticano Piacenza, accusandola di essere una città morta, ecc.. ?

Apprezzo ogni tipo di reazione. Meglio dell’indifferenza nella quale molti giovani sembrano impantanati, ma forse non si rendono conto che, così facendo, stanno criticando per primi loro stessi.
Bisogna essere costruttivi. Ecco, questa è una qualità che da queste parti spesso scarseggia. Apprezzo comunque chi reagisce.

Concludendo, quali prospettive per il futuro vedi per Piacenza e, in generale, per il nostro Paese?

La sfida delle aree militari ed il loro utilizzo futuro sarà fondamentale per Piacenza e ci farà capire davvero che direzione potrà prendere la nostra città. Le università, l’arte e la cultura devono riportare i giovani al centro delle dinamiche imprenditoriali e politiche. Sia a livello locale che nazionale.

In chiusura della prima puntata della nostra rubrica, cliccando qui potrete accedere al sito web di 29100 Factory.

Riccardo Covelli

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