Leggere per vivere

“Nel momento in cui legge, il lettore, introduce con la sua sensibilità e il suo gusto anche il proprio mondo pratico, diciamo pure il suo quotidiano ”.
La letteratura è un’esperienza di vita che ci porta a conoscere di più noi stessi e ad esprimere emozioni che a volte ci sono totalmente sconosciute. Dante ce ne dà la prova nel V canto dell’Inferno: Paolo e Francesca sono due amanti che esitano a manifestare il loro sentimento d’amore reciproco, ma che, quando la lettura giunge al punto in cui Lancillotto e Ginevra si baciano, trovano il coraggio di lasciarsi andare all’impeto della passione amorosa. Paolo e Francesca hanno ritrovato sé stessi nei protagonisti di quel romanzo e hanno permesso che essi allargassero l’orizzonte e arricchissero il loro universo.
Alcuni artisti hanno reso per immagini la lettura come pratica quotidiana. Hopper, in “Clair car”, raffigura lo scompartimento di un treno dove i passeggeri, seduti, leggono. Potrebbero essere dei passeggeri contemporanei, ma oggi sfortunatamente i libri sembrano sempre di più essere stati sostituiti dalla tecnologia. La donna raffigurata da Van Gogh nel dipinto “La lettrice di romanzi”, intenta a leggere col capo chino sulle pagine entro un interno, sembra completamente immersa nella lettura; così come “La lettrice in abito viola” nel dipinto di Matisse. Tutti e tre i dipinti mostrano anche come la solitudine sia in grado di farci immergere nella totalità delle emozioni, così da poter cogliere a pieno il senso di quello che l’autore ci vuole raccontare. Oramai, pur di non restare soli con noi stessi ci riempiamo continuamente l’agenda e la testa di impegni o di cose da fare, quando invece potremmo tradurre la solitudine in termini di occasione personale.
Quando l’ambiente esterno lo opprime, il lettore si rifugia nel suo mondo fatto da tutti quei libri che lo motivano e lo ispirano. “Uno dei numerosi aspetti della vita è il linguaggio e le parole e la poesia ”. La letteratura, in quanto stimolo perenne a conoscere sensazioni ed emozioni a noi ancora estranee, non è da contrapporre alla vita. Fa parte della vita. Flaubert ci direbbe di non leggere per divertirci, come fanno i bambini, o per istruirci, come fanno gli ambiziosi, ma per vivere.

Filippo Zaninoni, 4clB

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