Pellicce, l’arte di uccidere

Diamo il via alla serata delle sfilate, si mostrano le collezioni invernali degli stilisti più in vista: borse alla mano e stivali alti per modelle che sfilano trionfanti mentre esibiscono costosi abiti. Tra questi  non possono mancare le pellicce che rifulgono sotto la luce dei riflettori e gli scatti dei fotografi, catturando gli sguardi ammirati del pubblico… Non c’è che dire, la performance riscuote immenso successo, grande prova di talento e abilità da parte degli stilisti, geni della moda, veri e propri artisti…ma, un momento, non celate i segreti della vostra arte! Le pellicce non cadono dal cielo già belle e pronte, che io sappia erano attaccate alla pelle degli animali… Avete scordato di far sfilare ciò che resta dei loro corpi insieme alle modelle, trascinati con un guinzaglio magari. Non c’è nulla di più glamour del sangue innocente.

Spesso gli uomini dicono di amare gli animali, specialmente quelli domestici, talvolta li scelgono come compagni di vita, li coccolano, li fanno giocare ma se subentrassero questioni di denaro non esiterebbero ad ucciderli barbaramente per venderne la carne o la pelliccia. Così li ringraziano per tutto l’amore e la fedeltà ricevuta, un magro compenso per una vita dedicata ad amare sinceramente il padrone… a cosa è giovato? Forse a morire più facilmente perché uccisi da chi si fidavano. Una simile azione è spregevole e vergognosa, tuttavia dovremmo stupirci? L’uomo sfrutta e maltratta i propri simili, figuriamoci se può provare pietà o senso di giustizia per degli animali sui quali impone il proprio volere all’insegna di caratteristiche uniche della propria specie: crudeltà ed egoismo smisurati. Proprio a causa di queste qualità l’uomo si sente un arbitro in grado di decidere dei destini altrui e ha scelto il pelo degli animali per soddisfare la propria “Vanitas vanitatis”. Non alcun ritegno né attenzione è dedicata agli animali allevati artificialmente oppure catturati nei loro habitat per essere mostruosamente uccisi. La vasta categoria degli animali impiegati per la fabbricazione di pellicce comprende visoni, procioni, linci, leopardi, lupi, volpi, ermellini e perfino cani e gatti. Gran parte di questi è difficile da trovare in natura, pertanto i cacciatori studiano il territorio e con l’aiuto di cani da caccia individuano l’entrata delle tane oppure sentieri spesso percorsi dall’animale che vogliono catturare dove andranno a posizionare tagliole e lacci strangolanti. Il seguito lo potete immaginare, una volta intrappolato il destino più felice è di morire il prima possibile strangolato dai lacci. Tra tutte, questa è la morte migliore. Ai meno fortunati toccano la rottura delle ossa cervicali, le iniezioni, l’elettrocuzione e l’asfissia fino anche ad essere scuoiati vivi e vivere altri lunghi minuti di sofferenza senza più la pelle addosso. In quegli ultimi momenti vorrei sapere a cosa pensano, se ci odiano o semplicemente si chiedono perché proprio a loro che, forse, prima di trovarsi di punto in bianco sull’asfalto ad esalare l’ultimo respiro, si erano addentrati nella foresta per cercare qualcosa da mangiare per i loro cuccioli. Immaginatevi di trovarvi in quella stessa foresta e vedere il suo lupacchiotto sperduto che si avvicina per cercare protezione, con un’innocenza che può trasparire solo dagli occhi  di un cucciolo e sussurrargli “Hey piccolo, non cercare più la tua mamma, è morta, l’abbiamo uccisa per prenderle la pelliccia ma non preoccuparti, tu farai la stessa fine”. Un comportamento davvero virtuoso e degno di lode, non so voi ma a al pensiero mi vergogno di appartenere alla ‘razza’ umana… Ma poi tutto passa nel dimenticatoio, argomento trattato, quella mezz’ora di indignazione ci pare sufficiente e poi tutto come prima… come se tutto fosse risolto, e si passa ad altro. Tanto non ci riguarda giusto? Le atrocità che commettono sugli animali noi non le vediamo quindi ‘lontano dagli occhi lontano dal cuore’, ce ne laviamo tranquillamente le mani. Magari passeggiando per i negozi  vediamo ‘quella bella pelliccia che ci piaceva tanto’ e la compriamo senza pensarci un secondo, tanto il lavoro sporco lo hanno fatto altri, noi infondo ‘Non li abbiamo mica uccisi no?’. No certo, la pelliccia ce l’hanno prestata loro perchè tanto non gli serviva…sapete fa un tale caldo al polo Nord, ma non preoccupatevi poi quando gli servirà ancora gliela ridaremo… Chi si gira dall’altra parte di fronte al male è equamente colpevole a chi ne compie e intanto che lo ignoriamo o decidiamo il da farsi migliaia di animali vengono uccisi e maltrattati ogni giorno perché vi si possano illuminare gli occhi davanti a quella ‘bella pelliccia’…ma ne varrà la pena? Giudicate voi.

Daniela Masseroli

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