LOTTA ALL’ANORESSIA Approvata dal Parlamento Francese una riforma della sanità per impedire alle modelle troppo magre di sfilare

Siamo tutti ormai abituati a vedere sfilare sulle passerelle delle grandi firme della moda indossatrici sempre più esili e slanciate. È così dagli anni ’60, l’epoca di Twiggy, la prima top model internazionale della storia, che con il suo metro e 68 di altezza e i suoi 41 chili di peso ha creato un’icona e ha dato il via ad un nuovo canone di bellezza: quello della magrezza. Può quindi lasciare perplessi i fatto che il 17 dicembre 2015 il parlamento francese abbia approvato una nuova legge che obbliga tutte le modelle a presentare un certificato medico. Se durante la Settimana della Moda di Parigi dovessero presentarsi ragazze con un indice di massa corporeo troppo basso rispetto ai parametri prestabiliti, le loro agenzie saranno costrette a pagare una salatissima multa che potrebbe raggiungere i 75000 euro. Inoltre, d’ora in poi le fotografie ritoccate con Photoshop dovranno obbligatoriamente presentare un bollino che comunichi quali modifiche sono state effettuate.

Ma come mai il governo di un paese come la Francia, che al momento, come gran parte degli stati europei, ha non pochi problemi da gestire, si interessa al mondo della moda? E soprattutto, che cosa ha portato a questa decisione?

Per capire meglio, è necessario fare un piccolo passo indietro e guardare alcune statistiche. Secondo un’indagine, circa 30mila francesi soffrono di anoressia e, fra questi, il 90% sono donne. Anche in Italia, la situazione non è certo migliore: fra le ragazze tra i 12 i 25 anni di età, quasi una su 10 ha disturbi legati all’alimentazione, in particolare la bulimia, e ogni anno si registrano più di 8000 casi di anoressia. La riforma francese è stata inserita in un emendamento per modificare il sistema sanitario e migliorarlo proprio dal punto di vista dei disordini alimentari. Innanzitutto, un obiettivo è quello di tutelare la salute delle modelle, spesso vittime delle grandi agenzie che selezionano soltanto ragazze scheletriche e impediscono loro di ingrassare sottoponendole a diete ferree. Infatti, secondo il marketing, un prodotto, che si tratti di un vestito o di un qualsiasi altro tipo di oggetto, vende di più se a pubblicizzarlo c’è una ragazza bella e, possibilmente, magra.

Ma la funzione di questa legge è anche, e forse soprattutto, di prevenzione. Questo utilizzo del corpo delle donne per fini economici influenza molte adolescenti che, vedendo in televisione e nel mondo dello spettacolo sempre e soltanto donne dal fisico asciutto, si convincono che l’unica possibilità di essere apprezzate nella nostra società sia non superare la taglia 38. Per ragazze così giovani, che si trovano in un periodo critico della crescita, il non piacersi quando si guardano allo specchio, perché si vedono troppo diverse e lontane dai loro modelli di bellezza, può creare molti problemi dal punto di vista psicologico e, se quest’ossessione per il proprio aspetto fisico diventa una fissazione, possono arrivare a smettere completamente di mangiare.

Attraverso questa legge, quindi, il Parlamento Francese spera di riuscire a modificare il modello di bellezza che viene proposto ai giovani. La Francia non è il primo paese a proporre riforme di questo tipo. Nel 2013 Israele è stata la prima nazione ad

occuparsi del problema dell’anoressia, con un provvedimento molto simile a quello francese nato dall’iniziativa di un’ex modella.

Purtroppo, a livello internazionale i risultati scarseggiano e la lotta contro anoressia e bulimia è ancora molto lunga, ma queste nuove attenzioni da parte di alcuni governi fanno sperare che finalmente il problema stia suscitando interesse e che nel giro di qualche anno molti altri stati inizino campagne per cercare di prevenire queste malattie prima che raggiungano livelli troppo gravi.

Caterina Rebecchi

 

 

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