Sarto per signora

Mercoledì 9 dicembre ha debuttato al teatro municipale di Piacenza lo spettacolo “Sarto per signora” di George Feydeau recitato egregiamente dall’attore Emilio Solfrizzi nel ruolo del Dottor Moulineaux.

Un’interpretazione magistrale di tutto il cast di attori. Bravissima in particolare nel ruolo  acre e pungente della suocera autoritaria è stata Anita Bartolucci; felliniana ed evocativa Lisa Galantini nel ruolo della donna sposata che Molineaux vuole  concupire.
Lo spettacolo è un classico esempio della cosiddetta “commedia degli equivoci” di cui Feydeau è il massimo e insuperato esponente  ed è una perla della comicità tanto all’epoca in cui Feydeau lo ha scritto che adesso.
Ognuno si rende conto però che la commedia degli equivoci continua anche oggi. Si ride pensando che cose simili succedano solo sul palcoscenico mentre invece questo è il palcoscenico della vita quando nel matrimonio si finisce per prendersi in giro.
Oggi un po’ fa sorridere pensare che la tematica del tradimento coniugale trattato nell’opera costò al testo la censura a Parigi.
Scambi di identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli ingredienti di questa divertente piéce teatrale, il tutto ornato da personaggi divertenti e spontanei che con le loro personalità differenti si inseriscono perfettamente nelle situazioni che l’autore ha creato per loro.

È uno spettacolo  nel quale nessuno può essere così serio e arcigno da non rimanere travolto dalle trovate vertiginose e comiche dell’autore anche perché i temi che lo spettacolo tratta non sono affatto passati di moda. Sono temi di tutti giorni, nei quali ognuno può immedesimarsi.
Il tema apparente è il tradimento coniugale trattato però con leggerezza e senza alcuna volgarità perché  avvolto nella coperta  dell’ironia.
In realtà però il vero tema sotteso è quello della ipocrisia borghese pronta a rinnegare anche l’evidenza e a cadere nel ridicolo pur di mantenere “l’apparenza” .

Molineaux è un medico che “tenta” senza molto successo nonostante gli sforzi, di divenire “fedifrago”addirittura fingendosi sarto, ma che anche di fronte all’evidenza di tracce del suo tentato tradimento nega cercando di ricondurre ogni cosa al suo ruolo di medico rinomato.
Qualche esempio? Basta citare qualche battuta:

Suocera: “….e questo guanto da donna?”
Moulineaux: “questo? Questo non è un guanto da donna … è un guanto omeopatico usato per trattare dei dolorosissimi problemi al collo!” .

Qualcuno potrebbe riconoscere  in questa trama qualche bugia dei nostri giorni? Facile .Anche  Feydeau  “… castigat ridendo mores” La commedia e la satira, spargendo ironia e ridicolo sui vizi e i difetti umani, sono un apporto importante per la riforma dei costumi. Ma forse Feydeau voleva solo farci sorridere.

Gabriele Curtò

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