Famiglia: come costruire una buona società

Esigenza e desiderio primario di ogni persona è il sentirsi amata. Sentirsi amati significa sapere che esiste qualcuno che ci accetta e ha fiducia nella pienezza della nostra umanità. Dove si realizza questo per la prima volta? Nella famiglia. In un contesto come il nostro in cui troppo spesso si scontriamo con fratture dei legami familiari e assistiamo ai loro rapidi cambiamenti, emerge con prepotenza la necessità di ridare solidità e rilievo al concetto di famiglia, riaffermando i suoi fondamenti, ovvero ciò che la rende tale, e testimoniare le esperienze positive. Perchè l’amore non è solo una questione individuale e privata, ma ha un valore sociale fondamentale.

La famiglia è il luogo in cui si costruiscono le fondamenta dell’edificio di una vita, perché per prima ci pone in relazione con gli altri, ci insegna il rispetto e ci educa al confronto generazionale e al valore delle differenze. E’ un sistema di relazioni improntate al reciproco aiuto, al sostegno del più debole da parte del più forte, fino alla sua piena acquisizione di autonomia, nel segno della gratuità. La famiglia ci infonde anche il rispetto di regole per la convivenza e il benessere comune e quindi il rispetto delle leggi, la coscienza civica e la partecipazione attiva del futuro cittadino.

Se la famiglia è la base dell’edificio, le esperienze e il confronto sono i “mattoni”, tenuti insieme da un “collante”, cioè la nostra personalità, che acquista sempre maggiore forza e capacità di giudizio critico verso l’educazione ricevuta. Comunque sia questo giudizio , il nostro io si forma dalla relazione con un sistema stabile, preesistente, in cui ogni genitore ha un ruolo preciso e ci collega a un diverso aspetto della realtà, ma in accordo con l’altro ci fornisce gli strumenti fondamentali per capirla. Ciò avviene (o dovrebbe avvenire) nelle famiglie fondate su un legame biologico, ma anche e soprattutto in quelle adottive o affidatarie, in cui proprio per stabilire un legame affettivo il genitore chiarisce il proprio ruolo di guida.

Non si può costruire un edificio stabile se non c’è l’unità della famiglia, e anche nel caso di separazioni, dove manca quella effettiva, può e deve essere garantita almeno l’unità di intenti con il rispetto reciproco nella coppia, eredità dell’amore vissuto ed esempio per i figli, e la comune missione educativa.

Solo così, nel nostro crescere, siamo liberi di compiere i nostri errori, seguire le nostre idee, confrontarci con gli altri e scontrarci con la realtà, per divenire consapevoli e capire il valore della nostra eredità familiare e finalmente riappropriarcene. Come uno zaino sulle spalle che riceviamo in dotazione e che ad un certo momento del nostro viaggio decidiamo di aprire per vedere cosa contiene di importante.

Se la famiglia, con il dovuto sostegno, si realizza in questa sua missione, i giovani che ne escono sono il nostro ponte verso il futuro.

Maria Caldini

Annunci

Commenti disabilitati su Famiglia: come costruire una buona società

Archiviato in Vita di scuola

I commenti sono chiusi.