Intervista ad una “Ex alunna” del Liceo Gioia: Francesca Leonardi 

Ho seguito personalmente il corso di “Economia dell’arte contemporanea” durante la flessibilità e devo dire che mi è piaciuto davvero tanto; non lo dico solo perché ho trovato l’argomento molto interessante, ma anche perché credo che sia importante che ci siano corsi così particolari e innovativi durante questa settimana. A gestirlo era un’ex alunna, Francesca Leonardi, che sta per conseguire la laurea in “Economia e management dell’arte” presso l’università Bocconi. Ma prima dell’università è passata anche lei tra queste mura.


Facevi anche tu il Gioia; com’è ritornarci adesso, dopo l’università?

Il Gioia è cambiato tantissimo da quando l’ho fatto io, siete molto più svegli a livello tecnologico e avete molti più strumenti di insegnamento che noi non avevamo, il computer ad esempio. Quindi di certo l’approccio all’insegnamento è cambiato. Ho trovato meglio il Gioia, a parte il fatto che c’è un bar dove io giocavo a pallavolo (ride, ndr). È molto più sociale e vivo di quando lo frequentavo io, in quanto era sicuramente più tradizionale.

Hai scelto l’indirizzo di economia e management dell’arte e della cultura; durante il liceo che cosa ti ha colpita e convinta a fare questa scelta?

Dunque, io non ho scelto di fare quest’indirizzo per il liceo, l’ho scelto un po’ per disperazione, anche perché non ero molto convinta. A posteriori sono contenta della scelta che ho fatto. Io dal liceo però uscivo con una grande passione per l’arte, che mi ha insegnato il temibile e famoso Brighi, ma anche per la filosofia, insegnata dal prof. Pezza, e di certo per tutto quello che concerne le materie umanistiche. Una cosa che ho fatto e che di certo mi ha influenzata molto, a parte il trauma del greco e del latino (questo mi aveva chiesto di non dirlo, ma ho pensato che in qualche modo potesse consolare qualche disperato classicista come me) è stato il fatto di aver potuto studiare integrazione di cinema, fatto da Golzi e Schippisi, che secondo me ha un valore di cui purtroppo voi non potete più usufruire, ma è stata un’opportunità che mi ha aperto molto l’ottica sul contemporaneo. Ho deciso di specializzarmi nell’arte contemporanea perché avevo una forte passione per il cinema ovviamente nutrita dai corsi. Quindi penso che quello abbia inciso molto anche sulla mia scelta.

Durante il tuo percorso all’università quali sono stati gli artisti che ti hanno influenzata e che hai preferito maggiormente?

Bhe di certo gli artisti sono i soliti, diciamo Duschamp, Warhol e Pierre Fontaine, che mi piace molto… Ma più che gli artisti, che sono più un oggetto, sono i critici e la tipologia di studi che mi hanno colpita maggiormente. Ti posso parlare più di studi antropologici, di antropologia culturale che ti danno un’altra visione anche della tua stessa cultura, studi di mediazione culturale con l’oriente e soprattutto del sistema dall’arte.

Come credi sia al momento la situazione nel mercato dell’arte?

Il mercato dell’arte sta benissimo  come sempre ed è sempre più largo, sta cambiando ruoli e autori ma si sta mantenendo sempre molto stabile economicamente. Le gallerie stanno perdendo potere, in Italia stanno chiudendo sempre di più perchè sono più piccole, ma questo è dovuto a più motivi come del resto le case d’asta che diventano più piccole e quindi spazi espositivi e musei che diventano spazi di proposizione e di valorizzazione di artisti. Quindi tutti stanno cambiando atteggiamento e si stanno calando nei propri ruoli a discapito di altri soggetti, ma tutto sommato il sistema dell’arte sta molto bene.

Che lavoro speri di fare una volta ottenuta la laurea?

Ho fatto qualche giorno fa Application da Christie’s, una casa d’asta. Mi piacerebbe tanto per un periodo lavorare lì, così capisci tutto di questo mondo perchè ci sei dentro, oppure in una grande galleria. Ho già lavorato in una galleria; mi piace molto il commercio cioè la parte più dinamica dell’arte legata all’economia. Mi piacerebbe anche insegnare in realtà.

Fino ad ora come ti è sembrato il riscontro con noi studenti e il corso in generale?

Dunque, quando facevo il Gioia io non c’erano delle mini assemblee così fighe, detto così. Secondo me è importante che vengano utilizzate per parlare di argomenti di cui non si tratta a scuola, perché ad esempio l’arte contemporanea non la studiate e quindi sono contenta di aver avuto quest’opportunità, non perché io sia chissà chi ma anche per voi, perchè parlare di arte contemporanea è importante. Mi sono trovata bene qui a insegnare spero di non avervi annoiato. Pensavo di suscitare più dibattito e discussione però fa niente, quella è l’unica cosa che mi dispiace un po’ .

Un ricordo positivo e uno negativo del liceo.

Mi sono divertita molto al Gioia, con tutte le gite e i professori fantastici che ho avuto. Un ricordo positivo è Pezza che si mette su una mia cuffia durante una verifica e gira tra i banchi con questa cuffia in testa, ovviamente distogliendo l’attenzione dal compito. Uno negativo invece sono tutti i 4 che ho preso in latino e greco che però mi sono serviti tantissimo, infatti quando sono andata in Russia potevo leggere il cirillico perché ho fatto greco. È davvero stato essenziale nella mia vita aver fatto greco.

Silvia Alberti

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