I giovani devono partire per curiosità, non per disperazione

Da giovani ci sentiamo invincibili ed immortali, come se niente possa intaccare il nostro mondo perfetto, eppure arriva un momento nella nostra vita in cui ci scontriamo con forza contro una realtà che non è come credevamo.
Le nuove generazioni probabilmente sono quelle che stanno soffrendo maggiormente di questo risveglio brutale dal loro universo ideale. Hanno sogni e speranze tanto grandi quanto grande è la paura costante di non essere mai abbastanza, e questa insicurezza è data da un presente che non offre alcuna opportunità per crescere ed affermarsi come adulti e da un futuro che, almeno al momento, sembra essere troppo instabile.
Ammettiamolo, l’Italia a causa della crisi economica è un paese che chiude le porte in faccia ai giovani, i quali non si vedono riconoscere il giusto merito dopo anni di studi intensi volti al raggiungimento di una stabilità e di un’indipendenza sia a livello economico sia a livello personale.
La disoccupazione giovanile è in continua crescita e la situazione risulta sempre più allarmante. In aumento sono anche i cosiddetti NEET – Not (engaged) in Education, Employment or Training – ovvero coloro che non hanno né un impiego né una formazione scolastica. Ciò che emerge da questo quadro è l’atteggiamento di sfiducia presente nei giovani, che sembrano quasi essersi arresi di fronte a questo sistema economico che non vede di fronte a sé una ripresa.
Conseguentemente a questa situazione di stallo, sono sempre di più i ragazzi italiani che decidono di abbandonare il loro paese in cerca di nuove opportunità. Con loro tanta paura, esaltazione speranza e voglia costante di mettersi in gioco, anche a rischio di fallire, ma pur sempre con la consapevolezza di averci provato.
Ma come dice Renzo Piano, architetto e senatore a vita italiano, “I giovani devono partire per curiosità non per disperazione. I giovani devono avere la possibilità di scegliere e mai partire solo perché non hanno altra scelta.”
Eppure questo è proprio ciò che sta accadendo; l’Italia potrebbe contare di molti talenti, se solo gli si desse la possibilità di farli crescere ed affermare come tali.
In quanto prossima studentessa universitaria, sono eccitata per questa nuova fase della vita che mi si prospetta davanti ma dentro di me sento crescere sempre più un sentimento di preoccupazione alimentato dai dati della disoccupazione giovanile italiana.

Al liceo probabilmente ci troviamo ancora in un sistema ovattato che ci protegge in quanto adolescenti, ma quando questo finirà, secondo la mia opinione, ci renderemo davvero conto di essere entrati nel mondo degli adulti. Di colpo arriveranno tutta una serie di nuove responsabilità, dovremmo iniziare ad autogestirci economicamente, fare i primi passi dentro l’esperienza lavorativa…
Abbandonare la spensieratezza adolescenziale è difficile a priori, ma farlo sapendo di trovarsi davanti un mare di incertezze, difficoltà e sacrifici, rende il tutto più duro da affrontare.

Siamo giovani ed abbiamo costantemente paura di tutto, ma pur con le nostre insicurezze dobbiamo camminare a testa alta e sperare in un domani migliore perché, nonostante tutto, siamo una generazione forte.

Sara Esposito

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