Menzione speciale della sezione “parole” del Festival del Diritto: Eurocittadini

PIACENZA, 26/09/2014 – Parola chiave: cittadinanza. E’ ciò di cui parla, in occasione della settima edizione del Festival del Diritto, Costanza Margiotta, ricercatrice di Filosofia del Diritto all’Università di Padova, durante l’incontro delle 9.30 nel Salone dei Depositanti di Palazzo Galli. Cittadinanza intesa fin da subito in un concetto nuovo, moderno, posto non più su un piano nazionale ma nel contesto europeo, analizzata senza buonismi o riserve, descritta nei propri limiti e qualità. Le parole del Professore di Diritto civile Stefano Rodotà introducono la stanza gremita di luce e persone alla conferenza, nella quale la relatrice inizia a delineare con forza e precisione i caratteri sovranazionali di questa ‘cittadinanza senza stato’ che vuole e deve essere quella europea, una cittadinanza derivata e dipendente dai legami inscindibili con i suoi stati membri. Proprio per questo suo aspetto interstatale e transfrontaliero, spiega la referente, autrice per Laterza di Cittadinanza europea. Istruzioni per l’uso (2014), essa è un diritto che si attiva quanto più si sposta e si assumono le vesti di cittadino mobile. Il cittadino europeo è sostanzialmente viaggiatore, l’abbattimento di ogni barriera territoriale e particolarismo statale è lo scopo per cui l’Unione Europea è nata, istituzione ancora giovane che va crescendo ed evolvendosi in un organismo nuovo che è anche sentimento. Il pensiero corre inevitabile alla crisi onnipresente che spinge attualmente i paesi europei all’autoesclusione e alla restrizione interna, denotando al tempo stesso la necessità di un’Unione forte ed omogenea e le sue sensibili mancanze. Fragilità innegabili messe in luce dai fenomeni crescenti dell’immigrazione intereuropea, del turismo sociale e delle nascite, in un complesso di imperfezioni e problemi che portano verso una scelta politica di euroscetticismo, di esclusione ed espulsione, rinnegando gli originari desideri di partecipazione ed appartenenza che hanno portato alla sua formazione.

Qual è dunque la vera identità del cittadino europeo e del mondo? Straniero in casa propria oppure cittadino di un paese estraneo? Per quanto infatti sia possibile dire di essere cittadini europei non si può ugualmente affermare di appartenere alla nazione Europa.

Per arrivare ad un’unità reale, della quale sentirsi attivamente partecipi – spiega con chiarezza e decisione la Margiotta – è necessario spogliare l’idea di cittadinanza europea da qualsiasi legame territoriale, creare una cittadinanza autonoma, indipendente, assoluta per la prima volta nella storia dal concetto di nazionalità.

La concezione di una cittadinanza sciolta dai luoghi è presente anche nelle parole del Professore Rodotà, che, grazie ad un incontro fortuito e alla sua gentile disponibilità, ci chiarisce: “C’è un’idea di cittadinanza che prescinde del tutto da un rapporto con lo specifico territorio, che può essere il territorio di uno stato nazionale così come di una regione del mondo come l’Europa. Ma esistono ormai dei diritti ritenuti un patrimonio delle persone indipendentemente dal posto in cui queste persone si trovano”. Il Presidente del Comitato europeo per i diritti fondamentali parla di diritto di lavoro, all’istruzione, alla salute, ma soprattutto di diritto alla cittadinanza. Cittadinanza è infatti la più ampia definizione di diritto: diritto essa stessa e fonte di diritti, madre di opportunità, scelte e possibilità, ma figlia di una sola ed unica libertà: quella di essere.

Ignorare, infrangere, sfruttare i diritti nati da questa libertà e celebrati dal festival piacentino è creare un rifiuto alla socialità, un’esclusione possibile solo nel momento in cui esiste già una precedente inclusione. La necessità di stabilire per ciascun individuo di un gruppo uguali diritti (sociali, democratici ma prima di tutto e soprattutto diritti della persona) cresce di pari passo con l’evoluzione di un sentimento di identicità, di condivisione e appartenenza a tale gruppo, sia questo una scuola, una città o un organismo internazionale. Inevitabilmente, diritto è sinonimo incontestabile di partecipazione, e partecipazione la parola chiave della cittadinanza.

Giulia Frigerio, Elisa Silva

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