La moda, un’insostenibile leggerezza

Che cos’è la moda? Che cos’è questo universo effimero e folle? Andando diligentemente alla ricerca del termine sul dizionario scopro che si tratta di un “modo di comportarsi oppure un gusto che si diffonde tra la gente per un determinato periodo e che poi cambia”.

Questa affermazione puramente accademica però potrebbe non accordarsi con il senso comune.

La nozione di moda infatti non è uguale per tutti, ma ha una valenza soggettiva. Per alcuni il mondo della moda è totalmente frivolo, inutile, atto solo a dilapidare patrimoni in articoli che solo dopo sei mesi verranno cestinati perché ormai il gusto comune sarà cambiato. Per altri invece diventa una sorta di credo religioso a cui ubbidire incondizionatamente, seguendo le ultime tendenze.

Quest’ultima posizione si è accentuata sempre di più negli ultimi anni, quando la moda ha iniziato a diventare un importante polo economico, che attraverso una suadente e persuasiva propaganda è riuscita inevitabilmente a pilotare le nostre scelte e a calamitarci inconsapevolmente verso i nuovi oggetti del desiderio.

La moda però non è solo un mondo caratterizzato da un consumismo sfrenato, non è sicuramente solo questo, ma al suo interno contiene una valenza più profonda.

La moda è anche una forma d’arte, ci permette di creare un nostro ed esclusivo senso estetico. L’idea che gli uomini, anzi soprattutto le donne, acquisito un proprio concetto di bellezza, improntino il loro modo di vestire e finiscano a somigliare a ciò che vogliono essere davvero. La moda quindi costituisce uno strumento per esprimere la nostra personalità con leggerezza, di esporci al mondo in assoluta libertà, cosa non facile in questi tempi, dove l’omologazione sembra essere sovrana.

La moda dunque è solo un gioco, è decidere di recitare una parte.

Tocca a noi decidere quale, è una regola del gioco.

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