Una grande donna per una grande battaglia: la legalità

“La parola solidarietà ha una traduzione politica: legalità. In questo modo non è solo un moto dell’animo, è l’uguaglianza messa nero su bianco”. Così si presenta Emma Bonino, vice presidente del senato, a questa edizione del Festival del diritto, nell’incontro tenutosi il 28 Settembre al Salone di Palazzo Gotico. Si presenta come la donna che è : pratica, spigliata e a cui piacciono di più i fatti che le parole. Ci sono tante belle parole che si possono dire: solidarietà, fratellanza, generosità ma lei ne preferisce una: diritto. Diritto, infatti, non è solo una parola è qualcosa da cui nessuno può prescindere, è una cosa tua, che nessuno ti può togliere. Il diritto, ricorda la Bonino, è sempre seguito da un vecchio amico un po’ meno amato che si chiama dovere. Così introduce una delle battaglie che gli sono state più a cuore: il diritto all’aborto. Secondo Emma esso non è altro che la libera scelta di contrarre un dovere: il dovere di crescere un figlio. Ricorda che noi italiani la parola dovere non la amiamo particolarmente: “ sul rispetto delle leggi non andiamo forte”. Con il solo rispetto dei trattati internazionali, infatti,  faremmo già grandi passi avanti verso la costruzione di un’uguaglianza sociale. è importante avere rapporti con gli altri stati ma, secondo Emma, non si possono intrattenere con tutti, con i dittatori è meglio essere prudenti, e devono svolgersi nel rispetto dei trattati firmati.

Gli stati sotto dittatura sono stabili come ,ironizza, cimiteri e sono pronti ad esplodere per questo, afferma, dobbiamo sempre batterci per i diritti, anche di chi è un po’ più lontano. Durante l’intervista emerge come una figura emblematica: una non violenta e non pacifista. Il conflitto è parte dell’essere umano e può anche essere positivo, può portare ad una crescita ed è sempre meglio non ricorrere alle armi ma se la guerra scoppia questa donna scende in campo. Non disponendo di molti strumenti, uno di quelli che utilizza per le sue battaglie è il suo stesso corpo mediante lo sciopero della fame. Non lo considera un ricatto in quanto lo esercita per chiedere al paese di rispettare la legge non per imporre una sua idea. Quando si parla di Italia il suo sorriso è dolce e amaro, come quello di un papà che guarda suo figlio fare uno sbaglio. Tante cose dovrebbero cambiare. La prima il nostro welfare state definito all’italiana, svolto gratis dalle famiglie e in particolare da milioni di donne che come pseudo-ricompensa finale ricevono prima la pensione, così da potersi occupare meglio di coloro che la società ha rigettato. Continua affrontando tutti i temi che la politica non vuole guardare come la malattia: chi si ammala smette di essere cittadino, è solo un peso. Ricorda i disoccupati, che trovano sostegno solo nella cassa integrazione . Questi sono solo alcuni dei temi sociali verso i quali la politica preferisce essere cieca e che invece la Bonino vuole guardare dritti in faccia e dire: “insieme ce la facciamo”. Per tutto ciò il nostro Welfare ha bisogno di una ventata d’aria fresca, è obsoleto e non più in grado di sostenere le richieste della nostra società. L’ultimo tema affrontato è quello da lei sempre sostenuto: la libertà. Di scegliere, perché alcune scelte sono drammaticamente personali e profonde. Da 3000 anni gli uomini più illustri si occupano di questi grandi temi ma fino ad oggi nessuno può dirti come devi morire, né tanto meno come devi vivere. Afferma: “ fare di tutto per cercare di far nascere un figlio sano è un atto d’amore, perché la vita è già abbastanza difficile”. Ci ritiene almeno lei un paese pensante e in grado di prenderci le nostre responsabilità sui temi centrali della nostra vita. Qualcuno obbietta che per piacerle basta essere giovani o donne, ma lei non è per le quote, è per i meriti ed essere giovani non è un gran merito, succede ed è rapido come il vento, come prendersi un raffreddore o innamorarsi. Dopo un’ora di travolgente scambio di opinioni, com’è venuta se ne va, travolta dagli applausi. Una donna piccola, che potrebbe passarti di fianco in un giorno qualunque, ma che ha un mondo dentro e che, cosa unica, con la sua grinta, riesce a tirare fuori il mondo nascosto in ognuno di noi.

Serena Bergamaschi

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