La Consulta Gioiosa #1 – Silvia Guselli

Ed eccoci qua con una nuova intervista! Chi di voi si è sempre chiesto cosa fosse la Consulta e cosa facessero i rappresentanti che eleggiamo? Per voi intervistata Silvia Guselli, neo-rappresentante della Consulta gioiosa!

(Ndr Le opinioni e i pareri contenuti in questa intervista sono propri dell’intervistatrice e dell’intervistata)

Partiamo da una domanda che tutti gli studenti del Gioia si sono fatti: Che cos’è la Consulta?

Questa è una domanda che cade a pennello… La Consulta è un organo che serve per la Provincia, quindi per il Liceo Gioia e per le varie scuole singole non serve a niente, perché ci sono già i 4 rappresentanti. La Consulta non è un organo interno alla scuola, e serve per cercare di mettere d’accordo tutte le scuole della provincia su temi a scelta, ad esempio la giornata dello Sport o quella del Volontariato. Con quest’organo dobbiamo pensare con un’ottica più aperta. In realtà nessuno sa a cosa serve, ma tutti si aspettano che serva singolarmente per la scuola -e lo pensavo anche io- ma in realtà non è così: avendo un’ottica più ampia deve pensare alla provincia.

Che cos’è per te la Consulta?

La Consulta, per me, è la possibilità di dire qualcosa, di portare la mia persoan come Silvia Guselli, cioè siamo in1600 inquesta scuola e, purtroppo, siamo molto dei numeri. Io ho sempre creduto che un individuo si debba esprimere in un qualche modo, alcuni lo fanno con il giornalino, io ho scelto di farlo attraverso la Consulta, perché penso di poter dare qualcosa, di essere un esempio, essendo una ragazza, per poter dire “guardate, una ragazza ce l’ha fatta”. Si tratta di un modo di farsi sentire in modo abbastanza forte, ed è interessante perché ti metti a rappresentare gli altri, che è la cosa più bella del mondo.

Allora perché Consulta e non Rappresentante d’Istituto?

Perché volevo qualcosa di diverso. Il rappresentante lo conoscono tutti, un po’ stereotipata,  è il “tipo”, il modello, io non mi sono mai ritrovata in quella categoria di persone. Credevo nella Consulta perché era qualcosa di diverso, che doveva essere conosciuta da tutti. Mi sono detta “sarà che lo farò solo io, sarà che non mi voterà nessuno, però ci deve essere un cambiamento”.

Diciamo… a oggi né i rappresentanti di Consulta né quelli d’Istituto hanno fatto molto. Cosa hai intenzione di fare per il Liceo?

Parlo per la Consulta: ci siamo preposti di ampliare il Cineforum, scegliendo i temi, i film e i giorni. In più stavamo pensando alla Giornata dello Sport, oltre che il finanziamento per la giornata a Torino dei giornalini. Devi sapere che Piacenza è una delle città con più giornalini d’Istituto, e non lo sa nessuno. In effetti siamo un po’ in alto mare, visto che siamo a Febbraio e non abbiamo ancora fatto nulla; in realtà la motivazione va cercata nella mancanza di presenze di persone. Siamo rappresentanti con a carico delle persone, ma in realtà c’è gente che lo fa solo per la fama. Mi ricordo una volta a Gennaio alla riunione eravamo in 8 su un quorum di 20, quindi non puoi votare se mancano delle persone. La realtà è che i ragazzi non ci sono perché non ci vogliono essere. La Consulta stà diventando solo pubblicità, per creare una maschera; non dico di nascondersi con una busta in testa, ma tu, mettendoti a disposizione degli altri, tu sei l’ultimo degli ultimi. Hai un impegno, e non puoi mettere i tuoi interessi sopra gli altri; sulle tue spalle ci sono 1600 ragazzi che si fidano di te.

Che ideali hai? E credi che questi ti aiuteranno a portare avanti la tua rappresentanza?

Io sono fortemente contro la falsità e l’ipocrisia, sono contro il pregiudizio e il giudicare una persona per quello che ha fatto o che ha detto, perché una persona non si conosce mai davvero. Sono per una scuola che faccia uscire gli studenti come persone migliori, in grado di pensare con la propria testa. Io voglio uscire da questa scuola sentendomi una persona in grado di ragionare, senza farmi costringere o farmi influenzare dagli altri. Non siamo dei numeri o delle etichette, ma dobbiamo costruirci quello che saremo in un futuro non troppo lontano.  Secondo me questi anni mi hanno aiutato e spero che mi aiutino nella Consulta, visto che ho sempre creduto in uno studente con Nome-Cognome, prima che Cognome-Nome. La scuola, prima che farci studiare libri si libri, deve farti ragionare senza scatole o concetti pre-confezionati. Tu studi filosofia perché vuoi 10 o perché da Kant/ Hegel trovi te stesso?

Ti sei candidata due volte. Ora che sei stata eletta come ti senti? Che cosa è cambiato? Perché hai voluto riprovarci?

Riprovarci perché non si molla mai. Se uno ci crede veramente finché non arrivi non smetti mai di provarci, e alla fine ce la si fa. Io sono l’esempio di questo, perché se io non mi fossi candidata sarebbe stato uno sparo nel buio, quasi un colpo di testa “Non ce l’ha fatta? Allora non aveva la forza e la convinzione necessaria” Invece ho dimostrato a tutti quelli che non mi hanno votata che io ci sono. Io sono orgogliosa, fiera, contenta e allo stesso tempo umile, perché senza quei voti io non sarei qua.

Quanto tempo a ti porta via la consulta?

Noi ci troviamo una volta al mese. Alcune volte due, perché, come ti ho detto, alcune volte non ci sono i numeri per votare. Poi uno lavora a casa, cerca di metterci le sue, si sente con il presidente, alcune volte ci sono gli scrutini fuori, ad esempio a Bologna al Motor show e quelle volte ti prende delle giornate intere. Altrimenti credo che sia una cosa che non ti prende molto. La vera cosa un po’ lunga è andare in segreteria per le circolari e la burocrazia in generale.

Quest’anno esci. Se dovessi rimanere un altro anno, ti ricandideresti?

Sicuramente. Io vorrei riuscire a sviluppare la mia idea dell’Università, perché in sei mesi non si riesce a fare praticamente nulla. Tornerei in Consulta per dire “troviamoci più spesso”, perché un colloqui al mese di due ore non cambia nulla. Un vero cambiamento sarebbe due/tre volte al mese. Sento che mi scivola il tempo dalle mani, visto che dice tanto sei mesi ed è finita.

Ultimo appello?

Studiate per amore dello studio. Studiate adesso perché poi è difficile farlo quando si cresce. Fregatevene del voto, perché potereste uscire con 100 e non sapere nulla. Studiate per imparare e ragionate senza farvi imporre nulla da nessuno. Siate voi stessi e non siate conformisti, esprimendovi rispettando gli altri, lasciando un segno.

Sofia Carini

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