Gioco d’azzardo: più soldi, meno uomini

Ultimamente industria italiana fa rima anche con gioco d’azzardo.

 In una società che cade a pezzi, dove ogni sicurezza crolla di fronte alla perdita del lavoro, dei bisogni, delle aspettative e dei desideri, si gioca. Si gioca assiduamente, si gioca e rigioca ciò che si aveva magari precedentemente vinto e si genera un paradossale circolo vizioso che riempie le tasche dei potenti, svuotando quelle già misere dell’alienato uomo medio.

Non avevo mai riflettuto sul tema, ma durante l’ennesimo ed estenuante viaggio in pullman, limitandomi a guardare fuori dal finestrino e ascoltando discorsi altrui in cui non dovevo intromettermi, è nato uno strano interesse. Osservando distrattamente la strada percorsa ho notato che in brevissimo tempo sono sbucati come per magia numerosi locali con slot machine, tavoli da poker, e mille altre tipologie di giochi d’azzardo che sinceramente non voglio e vorrò conoscere. Dietro di me alcuni ragazzi si atteggiavano fieri dei loro guadagni ricavati giocando online, ricavato depositato su carta prepagata che i loro genitori ignari e forse fin troppo fiduciosi avevano concesso. Tornata a casa mio padre mi chiedeva per la centesima volta di accendere il computer e controllare le estrazioni di lotto e superenalotto.
Basta uno spezzone della mia triste e banale vita quotidiana per capire quanto il gioco sia ormai un fenomenale protagonista della nostra società. Sempre più uso (o abuso) del gioco, significa per tanti dipendenza da esso. Speranza di vincita e di uno status migliore si trasforma in patologia, la quale stravolge i rapporti familiari, sociali, lavorativi e finanziari. Studi sociologici hanno differenziato ben 6 categorie di giocatori:

1)      giocatori patologici per azione, persone che hanno perso il loro controllo sull’attività di gioco, considerandola come unico scopo e fine della vita, trascurando così gli affetti e sé stessi.
2)      giocatori patologici per fuga, coloro che trovano nell’attività di gioco sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione.
3)      giocatori sociali costanti, i quali considerano il gioco come forma principale di relax e di divertimento, sebbene sia in secondo piano rispetto alla famiglia e al lavoro.
4)      giocatori sociali adeguati, che giocano per passatempo, per socializzare e per divertimento.
5)      giocatori antisociali, i quali si servono del gioco per fini illegali.
6)      giocatori professionisti, i quali fanno del gioco la loro professione lavorativa.

Tra queste tipologie credo si salvi solamente chi gioca per puro e semplice divertimento e socializzazione, tenendo comunque conto che il povero personaggio in questione manderà in fumo parte dei suoi denari. Il problema italiano non ha eguali in Europa e sempre più persone diventano seri malati patologici. In particolare sono le donne ad esserne affette, forse più deboli, forse più spinte al rischio, forse più depresse. E a spaventare è che nessuna classe sociale si salva da questo cancro, dalla signora in pelliccia di visone che non sa più che fare dell’eredità del marito, alla cassintegrata ormai cinquantenne che non sa più che fare della propria vita, e sperpera il suo stipendio già dimezzato davanti uno schermo che presenta sempre le stesse, identiche figure dai colori accesi. Aspettando che un’immagine ne segua un’altra identica, attendendo quel suono così fastidioso, ma contemporaneamente così godurioso, di quelle monetine che cadono sul fondo della slot.

La situazione peggiora di giorno in giorno, e non starò qui a parlare delle molteplici cure che ci presentano esperti, sociologi, medici, psicoterapeuti, maghi e stregoni.

Spero solamente di avervi messo una bella e grassa pulce nell’orecchio, così da iniziare a pensare a questa forma poco ludica ma estremamente commerciale che è il gioco d’azzardo. Magari smetterete definitivamente di sprecare i vostri soldi, rendendovi conto della patologia che ahimè ci circonda, oppure uscirete di casa spinti dalla voglia di sperare nella fortuna, chi lo sa.

 Ultimamente industria italiana fa rima con gioco d’azzardo.

Ultimamente gioco d’azzardo fa rima con malattia, depressione, solitudine.

Ultimamente malattia, depressione, solitudine fanno rima con perdita delle aspettative, dei soldi e delle certezze.

Ultimamente perdita delle aspettative, dei soldi e delle certezze fa rima con industria italiana.

 Ora vedetevela voi.

Melania Degli Antoni

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