Omissione di soccorso all’italiana

Tutti dovrebbero leggere l’articolo “Omissione di soccorso all’italiana” di Jan Fleischhauer, pubblicato sul settimanale tedesco Der Spiegel che ha fatto tanto discutere: l’editorialista afferma che il comportamento del comandante della nave Costa Concordia riflette esattamente quello che è l’animo dell’italiano medio. Ed è incredibile come un popolo che proclama spesso il proprio disprezzo per la terra che abita, masochista nel suo autolesionismo politico che lo dilania e lo divide in parti mai d’accordo, mai disposte al dialogo, mai volenterose di costruire qualcosa ritrovi di colpo un – fino a poco tempo prima – non pervenuto patriottismo. Pare che agli italiani serva proprio un Jan Fleischhauer perché ritrovino una parvenza d’orgoglio: va bene disconoscere l’Italia, ma guai allo straniero (peggio ancora se tedesco e due volte peggio se dal cognome impronunciabile) che si azzarda ad insultarne il buon nome e che addirittura asserisce che gli italiani non esistono come popolo.

Infatti alla botta non si fa attendere la risposta, firmata tutta tricolore, che suona come “Non giudicate perché voi l’avete fatta più grossa”.

Quale argomento è più inattaccabile del tirare in ballo il marchio a fuoco con cui è stato contrassegnato il popolo tedesco? Se l’immaginario comune, negli ultimi tempi, associa maggiormente a Germania il termine spread, tuttavia il nome del signore coi baffi e la svastica sulla divisa resta la seconda parola del brain storming. Non che la prima riabiliti l’immagine dei tedeschi, che oggi vediamo come fratelli maggiori perfetti: per andare bene bisogna imitarli, ma evidentemente non siamo in grado. E così spread è ciò che ogni giorno ci ricorda questa nostra inadeguatezza.

Tornando al povero Jan (meglio continuare a chiamarlo per nome), sembra che nelle sue righe si risponda da solo e anzi si contraddica, lanciando una provocazione bella e buona salvo poi tornare sui suoi passi e  smentire la validità degli stereotipi. “Tuttavia chi ha sospettato – anche solo per un secondo – che quel comandante non si trattasse di un italiano?”

Quella che è la frase che ha scatenato un vero e proprio finimondo editoriale può spingere ad una riflessione sul perché all’estero ci vedono in un determinato modo: il nostro Jan sostiene che hanno ormai imparato a conoscerci in vacanza al mare da noi, uomini che gesticolano quando parlano e amano collezionare figure di merda cercando di mettersi in mostra. Ma, mano sul cuore, chi non ha pensato leggendo queste cose <<Se non ti piacciamo, le vacanze al mare fattele a casa tua nel tuo Mare del Nord>>?

In definitiva, sembra ovvio che tutti cerchino di tirare acqua al proprio mulino, i tedeschi forti di un’economia che pare schiacciare tutti gli altri a livello europeo e gli italiani che, svestiti di quell’elmo di Scipio di cui si erano cinti la testa, hanno provato, frettolosamente, a battere un colpo. Certo è che risulta infantile tanto affibbiare una colpa all’Italia tutta per l’errore di uno quanto accusare la Germania  oggi per i crimini del Terzo Reich.

Alessandro Lusitani

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1 Commento

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Una risposta a “Omissione di soccorso all’italiana

  1. Anonimo

    ma quant’è bravo il mio lusi… belloebbravo bravoebbello!!!

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