Cosa guardo stasera? # 4 – Trainspotting

Trainspotting: l’hobby di guardare i treni che passano. E’ metafora di un’esistenza trascorsa lasciando che gli eventi si susseguano senza che nulla sia vissuto in prima persona e niente sia frutto di una scelta consapevole; tutti noi, inutile tirarsi indietro, viviamo la vita da spettatori. Da trainspotter.

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.

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 La vicenda è tessuta dalla voce narrante di Mark Renton, che disprezza questa visione borghese delle cose e sceglie invece di soffocare i propri problemi nell’eroina. Dopo una riuscita disintossicazione, alcuni insuccessi legati alle rispettive ragazze basteranno a riportare Mark e i suoi amici alla droga; per procurarsi i soldi necessari ad acquistare le dosi, essi inizieranno a praticare furti e taccheggi ma tutti, a questo punto, dovranno pagare le conseguenze di vivere una dipendenza che è di fatto un lavoro a tempo pieno e tutto volgerà al peggio. Il protagonista vincerà la sua assuefazione nell’allucinato delirio dell’astinenza e troverà poi un onesto impiego a Londra ma all’improvviso un amico si presenterà a lui con la proposta di smerciare una partita di eroina…

Un film che ritrae con agghiacciante realismo il mondo della droga, capace di annientare tanto il corpo quanto l’anima delle persone e le loro relazioni sociali, e che spinge ad una profonda riflessione su ciò a cui diamo importanza nella nostra vita.

Finale ad interpretazione.

Alessandro Lusitani

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