Scegliere un futuro

A 13 anni capire cosa vuoi fare della tua vita è quasi impossibile, sembra una follia. O hai la fortuna di avere già le idee molto chiare o quasi sicuramente la tua scelta sarà inutile e sbagliata. Non sappiamo mai qual è la decisione giusta, ma a 13 anni non è troppo importante. A 13 anni puoi ancora cambiare idea sulla tua vita, studi lingue 5 anni e poi decidi di diventare professore di matematica, ma chi se ne frega!
Forse a 18 anni la situazione è un po’ diversa, drammatica.
È vero che puoi sempre cambiare idea, ma chi ha voglia di ripetere tutto da capo finché non trova la propria strada? Il massimo sarebbe capire subito, decidere subito.
Ecco, voglio fare Lettere, sicuramente, lo voglio.. però, anche architettura sarebbe interessante, vada per architettura. Ah però, con la crisi di adesso forse è meglio buttarsi su economia, sempre meglio saper maneggiare i soldi, sempre meglio avere un lavoro sicuro.
Forse è questa la difficoltà, il problema. Abbiamo desideri, sappiamo nel profondo qual è la nostra inclinazione, ma chi ha il coraggio di studiare per diventare professore se esiste una lista d’attesa della lista d’attesa, prima di poter iniziare a insegnare? Chi ha il coraggio di diventare avvocato se l’età pensionabile cresce e il lavoro per i giovani è quasi inesistente?
Non sappiamo se scegliere secondo i nostri desideri o se seguire il corso degli eventi. Abbiamo due scelte.
La prima, seguire l’istinto, scegliere una facoltà che ci interessa, che ci insegna quello che amiamo. Questo ha buone conseguenze: la felicità, la soddisfazione, nessun rimpianto. Però, se è una facoltà di quelle che formano “disoccupati” più che lavoratori, condurremo una vita precaria e povera che probabilmente ci condurrà all’esaurimento nervoso, ad avere brutti pensieri, un gran mutuo da pagare e un’esistenza deprimente (a meno che non siamo super fortunati e la crisi non tocca il nostro lavoro).
Seconda scelta, scegliere una facoltà che NON ci piace, per niente. Questo comporta sicuramente una cosa: anni e anni di studio per ottenere una laurea. Già è difficile studiare, anche una cosa che ci interessa, figuriamoci una materia che non capiamo e che non ci prende per niente. In più si aggiunge la demotivazione, perché impegnarsi a studiare una cosa che detestiamo? Per non morire di fame? Bella prospettiva. Una vita per laurearsi e una vita in gabbia, facendo un lavoro che non apprezziamo.

È la mia paura, è la cosa che mi dà più da pensare.
18 anni, maturità in vista, crisi mondiale.
Cosa vuoi fare da grande? Lo so cosa voglio fare, ma non è più importante ormai.

Vanessa Esposito

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