Lione-Piacenza: Andata e Ritorno

Nel mese di febbraio, per una settimana, una classe liceale di Lione con la quale avevamo deciso di fare un’esperienza di scambio-studio è venuta a Piacenza ed è stata ospite della mia classe e delle nostre famiglie. Erano una ventina di ragazzi in tutto, con una grande maggioranza di maschi.

Io ho ospitato appunto uno dei ragazzi e devo dire che anche sotto questo aspetto si trattava per me di una settimana veramente diversa da quelle della mia vita di tutti i giorni, anche perché sono figlia unica e quindi non abituata a vivere in casa con altre persone, a parte ovviamente i miei genitori e qualche amica occasionalmente al pomeriggio. Però questo non mi ha creato particolari problemi per quel che riguarda la condivisione degli ambienti, perché Andrea (questo il nome del mio ospite) stava al piano superiore, in mansarda, mentre io, come d’abitudine, a quello inferiore: la sistemazione indipendente consentiva di lasciare a ciascuno i propri spazi senza dover invadere quelli dell’altro.

Posso sicuramente ritenermi fortunata perché, nonostante non conoscessi questo ragazzo, si è rivelato subito una persona educata e non ha causato alcun tipo di problema. Inoltre Andrea era veramente quel che si dice una buona forchetta: apprezzava moltissimo il cibo italiano, trovava “deliziosa” la cucina di mia madre e aveva sempre un grande appetito.

Ciò che ha reso particolarmente bella l’esperienza sono state le gite fatte con la scuola durante la settimana, oltre ai numerosi posti dove i miei compagni ed io li abbiamo portati sia durante il pomeriggio che alla sera: Milano, Parma e Bologna sono state le città visitate con la classe, un paio di pomeriggi siamo stati al parco (grazie al clima stranamente gradevole per il periodo), mentre le serate le abbiamo trascorse al cinema, al bowling e in alcuni  locali a cenare.

Nonostante sia stata una buona esperienza, vi sono stati anche alcuni aspetti negativi: ad esempio io ho fatto molta fatica in certe situazioni a comunicare e a instaurare un rapporto con il mio corrispondente, perché era un ragazzo timido ed il fatto che fossi sempre io a cercare di sostenere una conversazione non facilitava molto le cose.

Un altro aspetto che abbiamo notato è che quando ci recavamo con la classe alle uscite scolastiche, i ragazzi francesi tendevano a stare sempre tra di loro e, nonostante noi cercassimo di coinvolgerli, ci trovavamo spesso con le classi separate. Questo non è stato affatto  piacevole, anche perché poteva sembrare che fossimo noi ad escludere i nostri corrispondenti, mentre in realtà non era così.

Nel complesso però è stata una buona settimana, che ci ha permesso di  portare per qualche giorno un cambiamento nelle nostre vite e di osservare le abitudini e i comportamenti di un gruppo di nostri coetanei che vivono in un altro paese. Aggiungo che è stata anche un’occasione di riposo e pausa dai libri scolastici, poiché abbiamo fatto poche lezioni a scuola e abbiamo trascorso gran parte delle giornate fuori casa a divertirci.

Tra meno di una settimana toccherà a me e ai miei compagni vivere quest’esperienza, perché sabato prossimo partiremo per Lione e vi resteremo per una settimana: sarà dunque  il nostro turno di vivere in un’altra famiglia e di osservare i modi di vivere della Francia.

Mi auguro di trascorrere momenti altrettanto piacevoli e che questi ragazzi ci facciano sentire a nostro agio, ma sono sicura che in ogni caso al nostro ritorno avremo vissuto un’esperienza interessante.

 Alice Casella

Alice è partita proprio ieri per Lione…attendiamo aggiornamenti!

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