Giornalismo e potere

Nei giorni della flessibilità, si è tenuto un approfondimento riguardo il giornalismo, il cui tema principale era il rapporto tra stampa e potere. L’ultimo giorno, ossia mercoledì, gli studenti si sono recati presso la sede del giornale Libertà per una visita al museo e un incontro con il direttore Gaetano Rizzuto.

Il corso, presieduto dalle docenti Cavalli e Ghiretti, ha visto la partecipazione di ben 24 studenti del triennio. Lunedì l’attività scelta dalle insegnanti è stata la visione del film “Sbatti il mostro in prima pagina” del regista piacentino Marco Bellocchio. Il film, ambientato nel 1972 a Milano, nel periodo conosciuto come quello degli “ anni di piombo”, inizia con un documentario dell’epoca, nel quale si può riconoscere un giovane aizzatore di folle, che da allora ha fatto molta strada nella politica. La trama ruota attorno alla morte di una giovane ragazza, figlia di un professore. La stampa cerca di far ricadere la colpa su un giovane estremista di sinistra, celando al pubblico e alla giustizia il vero colpevole, il bidello della scuola. La storia è molto attuale. Anche oggi possiamo renderci conto di quanto i media condizionino l’opinione pubblica, montando a volte le vicende, creando storie che non corrispondono alla realtà dei fatti.

Il ragazzo è la vittima ideale: capelli sbarazzini, ribelle, di famiglia non aristocratica… e il crimine viene imputato a lui, proprio in periodo di elezioni, per influenzare i lettori e convogliare i voti verso lo schieramento opposto. Significativa la scena finale del film che inquadra il Naviglio che scorre in mezzo alla città, coperto di sporcizie, di rifiuti, metafora del giornalismo corrotto dell’epoca.

La lezione del secondo giorno era incentrata sul rapporto tra stampa e potere non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa. Partendo dal libro “Storia del giornalismo” di Paolo Murialdi, è stato chiesto di prendere in esame i motivi che hanno dato vita al giornalismo, in che modo gli oppositori abbiano cercato di ostacolare la circolazione delle notizie e il rapporto che c’è tra  i governi, gli schieramenti politici e i giornali, in particolar modo quelli italiani.

Mercoledì è stato forse il giorno più apprezzato, essendosi svolto nella sede del giornale Libertà. Gli studenti sono stati accolti da un distinto signore, Alberto Brenni, membro significativo della redazione dagli anni ’80 circa, che li ha guidati alla scoperta della storia del quotidiano, facendo visitare loro dapprima il museo, ossia la vecchia tipografia, che contiene ancora gli strumenti utilizzati anticamente per la stampa, poi gli uffici, nei quali ha spiegato i vari processi di stesura di un articolo, dalla ricerca di informazioni sul campo fino alla stampa definitiva presso la tipografia, che oggi non si trova più in corrispondenza della redazione ma a qualche chilometro dalla città. Successivamente gli alunni del liceo sono stati condotti negli studi di registrazione del telegiornale di Telelibertà, dove sono stati accolti dal direttore della testata, che ha avuto un colloquio con loro, breve a causa dei vari impegni che implica un mestiere come il suo, e ha voluto sottolineare come quello del giornalista non sia un lavoro comune, ma che impegna la persona 24 ore su 24. Bisogna sempre essere pronti, preparati a scovare le notizie e a riportarle nel modo più preciso e imparziale possibile ai lettori. E qui si è chiusa la visita e i ragazzi sono stati ricondotti dalle due professoresse in sede.

Camilla Solari

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