Attimi racchiusi in uno scatto

Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.

                                    Richard Avedon

 

La fotografia mi ha sempre ispirato. L’ho sempre amata e quando mi hanno chiesto chi volessi intervistare ho pensato subito a qualcuno che ammiro molto. Lei è una ragazza del Gioia, ed è una fotografa fantastica. Si chiama Marta Castaldo e, fra un impegno della maturità e l’altro, realizza set fotografici splendidi che vi inviterei a guardare sulla sua pagina Facebook, “Marta C photos”.

Secondo John Hedgecoe la fotografia è probabilmente fra tutte le forme d’arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere e comunicare emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione. È esattamente così, ma non tutti provano le stesse sensazioni. Infatti secondo Nadar non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

-Scattare fotografie è la cosa più bella per te? Come ti senti quando lo fai? La cosa più bella è vivere, quindi poter fermare un istante di vita è qualcosa di profondamente emozionante. Mi sento bene o male a seconda del tipo di foto, ma è sempre un’esperienza costruttiva.

Ti sembra di riuscire a trasmettere agli altri le tue stesse sensazioni quando osservano le tue foto? Lo spero, non posso averne la certezza.

-È da tanto che hai questa passione? Come ti è venuta?Saranno tre anni circa che lo faccio seriamente. Mi è venuta un po’ per caso, diciamo da quando i miei genitori mi hanno regalato una macchina fotografica.

-Hai seguito qualche corso o sei un’autodidatta? Per la maggior parte autodidatta, ma per le basi ho frequentato un corso anche se i ragazzi che lo organizzavano erano appassionati, non professionisti.

-Ti piacerebbe trasformarla in una professione? Ad esempio, hai intenzione di frequentare qualche corso all’università? Certo! All’università seguirò quest’indirizzo.

-Hai mai pensato di fare qualche mostra fotografica? Sarebbe bellissimo, ma per ora mi sembra un po’ esagerato. Dovrei migliorare molto prima di essere in grado di sostenere una bella mostra.

-Come ti vengono in mente i set? E qual è il tuo preferito? Qualcuno, anche se sembra da pazzi, l’ho sognato, altri mi vengono in mente dal nulla e altri ancora quando vedo la persona che devo fotografare. Il mio preferito? quello che ho fatto a dei miei amici tutti ricoperti di tempera nera e rossa; non so se è il più bello ma di sicuro il più divertente.

-Com’è stato il tuo primo set? Come ti ha fatto sentire realizzare qualcosa che avevi solo immaginato? Il mio primo set l’ho fatto alla mia migliore amica quindi non ero particolarmente emozionata, ma è sempre bellissimo poter fare a una persona ciò che vuoi e che prima ti eri sempre arrangiato a fare con l’autoscatto.

-Come scegli i tuoi modelli? Devono avere qualcosa che mi colpisce, gli occhi, l’eleganza, il viso, l’atteggiamento e soprattutto devono essere persone normali, niente di troppo esagerato.

-Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Non ho soggetti preferiti anche se ovviamente preferisco fotografare le donne; primo perchè credo che il corpo delle donne sia molto bello, equilibrato ed elegante, secondo perchè nei loro occhi ci sono mille cose da raccontare ed è più facile richiedere diverse sfumature di espressioni. Con gli uomini è leggermente più difficile (ma dipende anche dalla singola personalità).

-Chi è il tuo fotografo preferito? Hai un modello di riferimento?Adoro le foto di reportage di Steve McCurry, Tim Walker e anche Hedi Slimane.

                                                                             Vanessa Esposito

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