Un’esperienza… la mia

La mia prima esperienza al meeting delle redazioni d’istituto, che quest’anno compie il suo 21° anniversario, è stata davvero interessante. Accompagnati dalla professoressa Trabacchi ci siamo diretti al campus Cariparma, dove altre 18 redazioni di varie scuole, erano riunite per testimoniare la loro partecipazione e il loro impegno in ambito giornalistico. Nella prima parte della mattinata le varie redazioni si sono riunite per scambiarsi opinioni e soprattutto i risultati degli sforzi di più anni di lavoro: i giornalini scolastici. Nella seconda parte della giornata alcuni personaggi illustri tra i quali ricordiamo il direttore del CIDIS Angelo Melfa e il Professor. Schinardi hanno presentato il progetto.

Più volte sono stati sottolineati i 10 buoni motivi per interessarsi alla carriera giornalistica : prendere parola, riuscire a esprimersi e a trovare i propri talenti, che spesso la scuola non riesce a rendere evidenti, proporre sempre nuove idee, ideare e progettare i testi, collaborare e creare sempre una maggiore rete di relazione tra ragazzi e persone, ma soprattutto divertirsi. Dieci sulle diciannove redazioni hanno esposto le modalità del loro lavoro durato un anno; alcuni esponendo con parole toccanti e sentite le loro sensazioni e le loro esperienze, altri, al contrario, hanno mostrato una presentazione in power point utilizzando colori sgargianti e fotografie dinamiche, o altri ancora che, pur avendo avuto problemi di tipo organizzativo, hanno presentato un breve video sulla vita scolastica. In quest’ultimo caso  mi è sorto spontaneo chiedermi se il loro non fosse un giornalino scolastico, ma un “video” scolastico. Tuttavia le parole che ho trovato più significative e emozionanti di tutto il meeting sono state di una professoressa, visibilmente emozionata, che ha raccontato la sua esperienza come coordinatrice del giornalino della sua scuola. “L’attività giornalistica” ha detto “ci fa sentire persone vere che pensano e hanno la forza di distinguersi dalla massa, rischiando anche di andare contro corrente, esponendosi in prima persona. Io ringrazio sempre i miei studenti della sincerità e della generosità con cui scrivono i loro articoli. Scrivere bene è faticoso, ma se resisterete avrete davanti un nuovo futuro, migliore di quello che la mia generazione vi ha consegnato.”

Queste parole toccanti mi hanno profondamente colpita e mi hanno fatto pensare ai miei tre anni qui trascorsi. Sono stati impegnativi, mi sono costati sangue e sudore e soprattutto lacrime, non solo di sofferenza, ma anche di gioia e di speranza. Quando sono entrata in questa scuola ero una bambina superficiale, “piccola” ( non in altezza e dimensioni ) . Ho intrapreso un cammino che è tuttora in salita e so benissimo che mi aspettano tanti anni di fatica e di lavoro. Tuttavia la mia esperienza nel giornale della scuola, che mi ha visto inizialmente come fumettista, mi ha dato modo di mettere in luce la mia personalità, che spesso è difficilmente domabile. Questa esperienza mi ha permesso di far parte di un gruppo di belle persone con vari interessi, di confrontarmi con realtà diverse dalla mia e soprattutto mi ha permesso e mi permette di esprimere un lato di me  non sempre riconoscibile.

Quest’anno, si festeggiano molti anniversari: 150 anni dell’unità d’Italia, 150 anni della creazione delle scuola obbligatoria, e soprattutto per noi, il 150° anniversario della nostra scuola, e io sono davvero orgogliosa di far parte della redazione del giornalino scolastico del liceo Gioia.

                                                                                                                  Sofia Carini

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