“La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper

Tutti ci saremo chiesti almeno una volta cosa è custodito nella famosa Area 51 dal governo americano. Alieni? Nuove armi? Io non lo so, posso solo fare ipotesi, ma Glenn Cooper ci offre un nuovo, straordinario orizzonte verso cui volgere lo sguardo…( non aspettatevi che vi dica io quale, leggete il libro!). Comunque tutto incomincia come al solito: Will Piper è un poliziotto, alcolizzato e divorziato, a cui viene affidato l’ultimo caso prima del suo penzionamento, cioè catturare un pericoloso serial killer soprannominato Doomsday, “il giorno del giudizio”.  La sua particolarità è semplice e agghiacciante: prima di colpire spedisce alle vittime delle cartoline su cui ci sono una bara e la data di quel giorno, poco dopo il destinatario muore.  Ma cosa centra questo con l’Area 51? A un primo sguardo nulla, se non fosse che un ricercatore che lì lavorava trascorrendo una vita monotona tra New York, Las Vegas e Los Angeles ( forse non tanto monotona) a un certo punto decide di diventare uno sceneggiatore, che però viene subito messo da parte e allora cosa fa? nulla di più se non diventare l’uomo più ricercato degli Stati Uniti! A questo punto torna in scena Will Piper, che inseguirà e catturerà quest’uomo, un suo vecchio amico e compagno di college, scoprendo certe verità molto pericolose: l’arma più potente del mondo custodita nell’ Area 51. Per gli appassionati di UFO voglio ricordare che nel romanzo si parla e per un bel pezzo dello schianto di Roswell, di Truman, di Churchill e di ciò che hanno fatto…

Un’ ultima cosa per comletare e complicare il tutto: cosa centrano uno sparuto gruppo di monaci rinchiusi in un monastero dell’isola di Vectis, in Britannia? Essi attendono un giorno particolare, il 7/7/777 il sette luglio del 777d.C. quando una cometa rosso sangue passa nei cieli britannici e in quella stessa notte un bambino nacque, il settimo figlio di un settimo figlio ( basta sette!!!). Questo bambino e tutta la sua discendenza vergherà nomi e date ininterrottamente con solo due tipologie di termini Natus e Mortus.  La biblioteca dei morti è il primo romanzo di Glenn Cooper, ma è già venduto in ventidue Paesi ed è stato definito dal Bookseller come il “debutto più atteso del 2009”.

Io lo consioglio vivamente a tutti coloro che amano i libri “movimentati” e i triller, poiché, veramente, in questo libro tiene col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e non si smettrebbe mai di legere per scoprire cosa succederà in seguito.

                                                                                                  Matteo Armelloni

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2 commenti

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2 risposte a ““La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper

  1. Sofia

    hehehehe
    viva il nostro arms…tanto adesso ci sono anche io che mi metto dietro a scrivere…. mi darai una mano, vero ???’

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  2. Orsola

    Hahahahaha arms ma se io sn il tecnico informatico tu sei il bibliotecario!!!!! Ok allora dato che fai la recensione di tutti i libri verrò a chiedere consiglio a te! 😄

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