Innamorati della verità

Davide Mattiello ai giovani giornalisti durante il convegno di Torino

“Vedo attorno a me molte persone rassegnate, le persone rassegnate mi fanno paura perchè non hanno più bisogno della verità” ha detto poco fa Antonio Albanese ed è con queste parole che Davide Mattiello, rappresentante di “Libera Piemonte” are il suo intervento. E chiosa: le persone rassegnate pensano che la realtà possa essere solo così come è, che la verità non si possa trasformare e quindiche non abbia senso nemmeno conoscerla.  Ma come non essere persone rassegnate? La chiave è stupirsi. Stupirsi di ciò che secondo noi non funziona, non adattarci alla realtà che ci ciconda come un liquido ad un contenitore. Stupirci e reagire. Innanzitutto appoggiando chi si impegna per cambiare le cose e spesso finisce per rimanere isolato. Proprio oggi, 6 marzo, è il compleanno di Mauro Rostagno. O meglio, sarebbe il suo compleanno se non fosse morto a Trapani nel 1988, ucciso dalla mafia perchè era un “giornalista scomodo, che non si era fatto i fatti suoi”. L’Itaia è il paese non in guerra con il più alto numero di giornalisti uccisi. Che abbiamo un problema di democrazia è lampante. Ma la colpa è solo della politica? O non è piuttosto di noi che abbiamo permesso che la politica diventasse così, che permettiamo che la politica sia così? Qui sta l’appello di Mattiello: se non ci piace vivere nello Stato che ha inventato il “respingimento in mare”, che ha deciso di trattare l’umanità come un “pezzo di m*** che, capitatoci davanti mentre facevamo il bagno, va spinto via”, allora cambiamolo e “prendiamoci questa democrazia”. Prendiamocela a partire dalla scuola: forse le autogestioni non sono poi così inutili…

di Margherita Gazzola

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