Dramma ai Giochi di Vancouver: muore 21enne georgiano, tradito dal suo slittino

La Georgia valuta il ritiro. Kumaritashvili, 21 anni, tradito dallo slittino all’ ultima curva del tracciato vola fuori pista a 144 all’ ora e finisce contro un palo: muore sul colpo. Hackl: «Mai vista una cosa simile». Soccorsi inutili: l’ elicottero non decolla nemmeno.

Si chiamava Nodar Kumaritashvili, era georgiano, aveva 21 anni. Ha trovato la morte, anziché la gloria cui aspirava, in quell’ Olimpiade che resta un sogno per tanti ragazzi come lui e che invece si è trasformata in un macabro appuntamento con un fatale destino. La slitta, il suo strumento di lavoro e di divertimento, è diventata un nemico impossibile da controllare, che l’ha accompagnato all’ incontro con una fine tragica.

Nodar, che quest’ anno aveva ottenuto un 28° posto a Cesana, suo miglior piazzamento in Coppa del Mondo, stava affrontando l’ ultima curva (la 16) del tracciato di Blackcomb, quella che porta al traguardo, durante la sesta e ultima prova prima della gara, quando ha toccato violentemente il bordo destro della pista e poi è stato sbalzato dal mezzo, piegando la prima (inutile) protezione di legno che corre parallela al rettilineo e prendendo letteralmente il volo oltre il tracciato: la folle e drammatica corsa si è conclusa sul lato sinistro contro uno dei paletti metallici di sostegno della tettoia che copre l’ arrivo, mentre la slitta ha proseguito senza pilota, dando improvvisamente il senso ad una storia interrotta.

In quel momento, la velocità di Kumaritashvili è stata registrata in 144.3 km all’ ora. Soccorsi inutili.                       A gettare un immediato velo nero sull’ incidente, le immagini dell’ impatto sul maxischermo, che hanno portato la morte in diretta tra atleti, addetti ai lavori e giornalisti. Qualcuno si è subito messo le mani tra i capelli, qualcuno ha percorso alla massima velocità la discesa che porta al traguardo per raggiungere i soccorritori: gli azzurri, che avevano appena terminato la prova, si erano invece già allontanati verso il Villaggio. Lo slittinista georgiano ha colpito il palo con la testa e la schiena, il volto era insanguinato. I paramedici e il responsabile sanitario della pista hanno operato con grande tempestività, praticandogli subito un massaggio cardiaco e intubandolo, ma Nodar era già morto sul colpo. Infatti l’ ambulanza si è allontanata a bassa velocità e l’ elicottero destinato ai ricoveri d’ urgenza a Vancouver non si è neppure alzato.

Subito dopo l’incidente, la pista è stata ovviamente chiusa, e in particolare la curva incriminata è stata posta sotto sequestro. Il comitato organizzatore ha dichiarato un intervento sul tracciato al fine di evitare che l’eccessiva velocità possa provocare altri pericoli. Rimangono comunque, indelebili le domande che a tutti sorgono spontanee: perché quel punto senza adeguate protezioni doveva essere teatro di uno sport tanto rischioso? E soprattutto perché si aspetta che succeda qualcosa di terribile per intervenire nella modifica di regole o punti pericolosi? Qualcuno magari qualche giorno ci darà la risposta, ma nel frattempo il metallo che vogliamo vedere vicino al collo degli atleti sarà solo quello delle tre luccicanti medaglie; e non quello di stupide spranghe di ferro, inesorabilmente coperte di sangue .

Giovanni Massari, Nicola Molinelli, Paolo Ghiadoni

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