Sangue sulla Coppa d’Africa

Dramma nel continente nero. Assalito il pullman che trasportava la nazionale del togo sul confine tra Congo e Angola da un gruppo di guerriglieri locali(FLEC). Tragico il bilancio: 3 morti e 9 feriti dei quali 4 gravi. Il mondo sportivo,e non solo, è sotto shock.

Ore 15 di venerdi 9 Gennaio;vigilia dell’inizio della manifestazione sportiva africana più importante: la Coppa d’Africa.

I guerriglieri del Flec (Fronte Liberazione Enclave Cabinda) attendono i due pullman del Togo sulla frontiera di Massai. Quando i due mezzi lasciano il Congo e entrano in Angola, comincia l’ inferno.

“è stata la peggiore esperienza della mia vita. Sono stato fortunato ma ciò che è successo è terribile. Non si può giocare a calcio in queste condizioni. Ci siamo riparati sotto i sedili,e siamo salvi solo grazie all’aiuto della scorta. È stato terribile, NON RIUSCIVO A SMETTERE DI PIANGERE.”

La stella del Manchester City Emmanuel Adebayor

Le notizie sono 3. La prima è che dopo venti minuti di mitragliate sono morti l’ autista del autobus che trasportava i bagagli,l’allenatore in seconda Amerete,l’addetto stampa Ocloo e sono rimasti gravemente feriti il portiere Kodjovi Obilale e il difensore Serge Akakpo. La seconda notizia è che il governo togolese ha annunciato il ritiro e il rientro in patria della squadra. La terza è che il torneo si svolgerà, ma questo era scontato.

Il sangue versato alla vigilia della edizione numero 27 della Coppa d’ Africa ha però già frantumato il sogno dell’ Angola,paese ospitante,di presentarsi al mondo come paese emergente del continente africano.

Sorge spontanea una domanda: è giusto fermarsi? Gli sforzi della CAF(Confederazione africana)e del comitato organizzatore per trattenere i togolesi in Angola sono stati vanificati dalla voglia,molto umana e comprensibile,del Togo di spegnere i riflettori sulla tragedia in cui sono stati coinvolti.

Adesso è importante che non vengano commessi altri errori, assicurando a tutti,giocatori,dirigenti e spettatori la massima sicurezza. Una volta garantita la protezione a tutte le Nazionali rimaste in gioco,la Coppa d’Africa deve cominciare,per far capire ai terroristi che le cose non si cambiano con attacchi vigliacchi e assassini.

L’attenzione dovrà sempre essere massima. Per il bene dello sport e dell’Africa stessa.

Nicola Molinelli, Giovanni Massari, Paolo Ghiadoni

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“è stata la peggiore esperienza della mia vita. Sono stato fortunato ma ciò che è successo è terribile. Non si può giocare a calcio in queste condizioni. Ci siamo riparati sotto i sedili,e siamo salvi solo grazie all’aiuto della scorta. È stato terribile, NON RIUSCIVO A SMETTERE DI PIANGERE.”

La stella del Manchester city Emmanuel Adebayor

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