Debito e crisi finanziaria

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Perchè ci si sta interessando del problema del debito?
Il concetto di debito pubblico si associa normalmente a quello di crisi economica di un paese. E’ ormai un problema attuale e globale e non solo limitato alla realtà italiana.

La relatrice professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi ha esposto  con chiarezza e precisione i punti chiave del rapporto tra debito pubblico e debito privato, elementi strettamente collegati tra loro ma aventi natura differente.
Da un lato, il debito pubblico rispecchia il valore nominale di tutte le passività che le amministrazioni pubbliche hanno complessivamente nei confronti di altri soggetti, dall’altro, il debito privato si riferisce all’indebitamento a carico dei privati, in particolare delle imprese e delle famiglie.
Dal Congresso di Maastricht è emerso un indicatore fondamentale per cui il debito pubblico non può superare il 60 % del Prodotto Interno Lordo( PIL).
Ma come mai si è verificato il “boom” del debito?
Le cause devono essere ricercate fondamentalmente nella forte crisi finanziaria per cui tutti i governi si sono sentiti nella necessità di intervenire direttamente per sostenere il settore finanziario e per stimolare la “domanda”, in presenza peraltro di una riduzione di introiti dalle entrate fiscali.
La relatrice ha evidenziato che una crescita simultanea globale del debito pubblico era avvenuta solo ai tempi di guerra, mentre ai nostri tempi l’innalzamento del debito pubblico si è verificato  in quanto i governi e le pubbliche amministrazioni sono stati costretti a reagire ad un eccessivo indebitamento privato.
Quest’ultimo ha infatti un riflesso immediato sul debito pubblico e, ove l’indebitamento privato sia fuori controllo per carenza di regolamentazione, il rischio di un innalzamento del debito pubblico è concreto.
La relatrice ha portato come esempio la realtà degli Stati Uniti soffermandosi in particolare sulla recente crisi finanziaria dovuta ad una assunzione eccessiva di debito da parte delle famiglie in violazione di tutte le regole a tutela del credito.
L’economia americana è cresciuta perchè le famiglie si indebitavano per consumare, venendosi a creare una forma di benessere economica fittizia. Da un lato con il ricorso ai mutui “subprime”, che sono stati erogati dalle banche con scarse garanzie a tassi di interesse bassissimo, poi salito notevolmente e diventato insostenibile per le famiglie; dall’altro mediante un utilizzo irresponsabile delle carte di credito ( es. carte revolving) che permettono il differimento degli addebiti relativi agli utilizzi alla fine del mese e a tempo indeterminato.
Passando invece all’esame della realtà italiana, la docente ha evidenziato che l’Italia non ha avuto un alto indebitamento privato, in quanto per  un fattore culturale, fino ad ora, non siamo stati un popolo propenso all’indebitamento, ma viceversa al risparmio. Tuttavia, ultimamente, secondo gli ultimi dati, l’indebitamento privato sta nettamente crescendo ed è superiore alla media europea.
Le famiglie sono infatti sollecitate a indebitarsi per consumare, il più delle volte spinte da consigli di “esperti” che non tengono conto delle regole di “sostenibilità del debito”.

Il debito, sia pubblico sia privato, è sopportabile quando il tasso di interesse è minore o uguale al tasso di crescita del proprio reddito. La sostenibilità del debito  è collegata ad un fattore culturale e di educazione finanziaria. In Italia c’era stato il tentativo di introdurre nelle scuole materie  di carattere economico e giuridico ma la recente riforma le ha drasticamente ridotte o addirittura eliminate.

Beatrice Cristalli

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